Introduzione

La definizione della sensazione di nausea ha le sue radici nella medicina antica e deriva dal Greco ναυτια e ναυσια, parole che indicano i segni e i sintomi del “mal di mare”. Il termine è poi stato adottato dal Latino come nausea, nausia e nautea, anche in questo caso per esprimere le manifestazioni del mal di mare o, più figurativamente, una “preoccupazione, ansia”.

  • Ad oggi con il termine “nausea” si indica la sensazione soggettiva della necessità di vomitare.
  • Il vomito invece, rappresenta l’espulsione orale di contenuto gastrointestinale secondaria alle contrazioni dello stomaco e della muscolatura della parete toracoaddominale. È un riflesso designato per espellere potenziali sostanze pericolose dal corpo.

La nausea e il vomito possono essere distinti in:

  • acuti, quando durano meno di un mese,
  • cronici, quando persistono per un mese o più.

Le principali cause di vomito e nausea sono le gastroenteriti virali, seguite da altre patologie del tratto gastroenterico (per esempio occlusione intestinale). Il vomito può essere ricondotto anche a

  • affezioni neurologiche (aumento della pressione intracranica o patologie dell’orecchio interno),
  • gravidanza
  • e a malattie psichiatriche (bulimia nervosa).

Nella maggior parte dei casi il vomito è autolimitante e non richiede trattamenti specifici, in caso di  disidratazioni severe e nei quadri gravi può diventare necessaria l’ospedalizzazione.

Cause

A livello del tronco encefalico, una struttura nervosa localizzata alla base del cervello, sono presenti specifici neuroni che coordinano il meccanismo del vomito; quando attivati provocano la contrazione dei muscoli della parete toracica e addominale e contrazioni retrograde del tratto gastroenterico verso il cavo orale, per determinare l’espulsione del contenuto gastrico.

Le cause sottostanti possono essere molteplici, ma possiamo sostanzialmente dividerle in tre grandi gruppi: disordini gastroenterici, disordini extra-intestinali (quando il vomito è associato ad alterazioni di organi diversi da quelli del tratto gastrointestinale), farmaci e sostanze tossiche.

  • Disordini gastroenterici:
    • Le cause più frequenti di vomito sono quelle infettive, come le gastroenterite virali (Rotavirus, Adenovirus, Norovirus), batteriche (Staphylococcus aureus, Bacillus cereus) oppure un’intossicazione alimentare da tossine batteriche.
    • Occlusione meccanica intestinale causata da adesioni, tumori (benigni o maligni), invaginazione intestinale o patologie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn.
    • Patologie gastriche:
      • ulcera peptica,
      • tumori.
    • Patologie infiammatorie quali
    • Colica biliare.
    • Disordini funzionali quali
  • Disordini extra-intestinali:
    • Il vomito può essere presente nel quadro sintomatologico di un infarto del miocardio e nello scompenso cardiaco.
    • Patologie dell’orecchio interno:
      • labirintite (infiammazione del labirinto, organo che fornisce al cervello informazioni sulla posizione del corpo e della testa nello spazio),
      • cinetosi (i classici “mal di mare”, “mal d’auto”),
      • sindrome di Ménière.
    • Condizioni in cui si ha un aumento della pressione intracranica, come per esempio per la presenza di
      • tumori,
      • ascessi
      • o emorragie cerebrali.
    • Malattie metaboliche:
    • Durante la gravidanza, il 70% delle donne lamenta vomito e nausea nel I trimestre. In alcuni casi rari si ha una severa forma di vomito (iperemesi gravidica) che richiede l’ospedalizzazione per l’eccessiva perdita di liquidi ed elettroliti.
    • Stimoli psicologici:
      • stress,
      • reazioni emotive estreme,
      • avversione a odori e sapori.
    • Patologie psichiatriche:
  • Farmaci e sostanze tossiche:
    • Antibiotici, antiaritmici, antipertensivi, contraccettivi, ipoglicemizzanti orali, chemioterapici.
    • I farmaci possono indurre il vomito agendo direttamente a livello dello stomaco oppure a livello cerebrale, dove vengono riconosciuti da particolari cellule (chemocettori) come stimoli emetici e viene innescato il riflesso del vomito.
    • Vitamine ed erbe naturali.
    • Alcol e droghe.

Prognosi e complicazioni

Nella maggior parte dei casi di nausea e vomito non è necessaria l’ospedalizzazione e la condizione è autolimitantesi. A seconda della patologia sottostante o della gravità del vomito, tuttavia, si possono presentare condizioni complesse, che richiedono cure specifiche, per esempio:

  • disidratazione severa per incapacità di tollerare i fluidi per via orale e continua perdita degli stessi con il vomito;
  • alterazioni metaboliche significative associate (riduzioni della concentrazione di potassio nel sangue che possono portare ad aritmie anche fatali);
  • emergenze chirurgiche (nel caso di ostruzione meccanica completa, perforazione intestinale, peritonite);
  • malattie associate aggravanti il quadro clinico: insufficienza renale severa, insufficienza cardiaca o insufficienza epatica.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi una buona anamnesi e un esame clinico accurato permettono di pervenie ad una diagnosi corretta.

Anamnesi

Dalla descrizione delle caratteristiche del vomito è possibile orientarsi sulla causa sottostante.

  • Il vomito alimentare (è possibile riconoscere frammenti di alimenti) è riconducibile alla presenza di un diverticolo esofageo o altre patologie esofagee;
  • il vomito ematico (frammisto a sangue) può essere associato ad un’ulcera peptica o alla presenza di un tumore maligno nel tratto gastroenterico iniziale;
  • il vomito fecaloide (di materiale scuro, maleodorante, simile alle feci) è tipico dell’occlusione intestinale così come lo è il vomito biliare (assume un colore giallo-verdastro per la presenza di bile).

La presenza di diarrea, febbre, lieve dolore addominale supportano una sottostante causa infettiva, soprattutto se è possibile determinare la potenziale sorgente responsabile. Ricordiamo che la gastroenterite virale si manifesta preferenzialmente in autunno e inverno, con bambini e adolescenti che ne sono maggiormente colpiti.

Se il paziente lamenta vertigini, tinniti, cefalea, alterazioni del campo visivo o altri sintomi neurologici ci si orienta verso una causa neurologica (patologie dell’orecchio interno o aumento della pressione intracranica).

Di fondamentale importanza è l’analisi farmacologica: bisogna chiedere con precisione al paziente quali farmaci assume, soprattutto se c’è stato un recente cambiamento della terapia, senza tralasciare l’indagine dell’eventuale assunzione di vitamine ed erbe.

Nelle donne in età fertile è utile indagare quando è stata l’ultima mestruazione e se c’è la possibilità di una gravidanza in atto. Questo sospetto è avvalorato dal fatto che il vomito e la nausea si presentano di prima mattina.

Esame clinico

Innanzitutto è importante valutare se il paziente sia disidratato, data la perdita di liquidi con il vomito. Tra i principali segni di disidratazione ricordiamo:

  • secchezza delle mucose,
  • riduzione del turgore della cute,
  • tachicardia
  • e ipotensione posturale (pressione bassa).

L’esame obiettivo poi si focalizzerà sull’addome:

  • dolorabilità alla palpazione e atteggiamento di difesa possono orientare verso una patologia infiammatoria;
  • masse o ingrandimenti linfonodali avvertiti alla palpazione sono possibili segni di una neoplasia;
  • infine con l’auscultazione dell’addome si registra la presenza di attività peristaltica (digestiva) o se c’è un blocco intestinale.

Esami diagnostici

In alcuni casi è necessario uno studio più approfondito attraverso esami del sangue e radiologici.

Gli esami del sangue principali da richiedere in genere sono:

A seconda della possibile causa sottostante possono essere prescritti esami radiologici, ad esempio se si sospetta un’occlusione intestinale è necessaria una radiografia diretta dell’addome in stazione eretta e supina. In alcuni casi possono essere utili esami endoscopici quali gastroscopia e colonscopia (per esempio nel sospetto di un tumore o di un’ulcera peptica), se la causa è neurologica è possibile indagarla con una TC (tomografia computerizzata) o una RMN (risonanza magnetica nucleare) cerebrali.

Rimedi e cura

Rimedi casalinghi per la nausea

In caso di nausea lieve si consiglia di:

  • respirare aria fresca,
  • distrarsi, per evitare di focalizzarsi sul sintomo,
  • sorseggiare bevande fresche (alcuni soggetti traggono beneficio da quelle gassate),
  • assumere alimenti contenenti zenzero,
  • alimentarsi con pasti più piccoli e frequenti.

Evitare di:

  • mangiare o cucinare cibi dall’odore intenso, troppo caldi, fritti o grassi,
  • mangiare troppo in fretta,
  • evitare di rimanere a digiuno troppo a lungo,
  • eccedere con le quantità di liquido assunti,
  • sdraiarsi subito dopo aver mangiato,
  • indossare abiti troppo stretti.

Rimedi casalinghi per il vomito

In caso di vomito è essenziale rimanere idratati, consumando regolarmente piccole quantità di liquidi se tollerati, in caso contrario attendere che gli attacchi di di plachino; per i bambini allattati al seno la scelta migliore di norma è il latte materno, invece i neonati allattati con latte artificiale possono, a giudizio del pediatra, assumere anche soluzioni reidratanti.

È importante non bere eccessivamente in una volta sola, anche in caso di forte sete, per evitare di sforzare lo stomaco innescando nuovi conati.

Si consiglia di reintrodurre alimenti solidi a distanza di sei ore dall’ultimo episodio di vomito, per poi riprendere gradualmente un’alimentazione normale. In caso di persistenza è ovviamente consigliabile rivolgersi al medico curante.

Approccio medico

Nelle disidratazioni severe e nei quadri gravi è necessaria l’ospedalizzazione.

Dopo aver escluso queste condizioni, è possibile valutare l’introduzione per via orale di liquidi poveri di grassi (poiché in grado di rallentare la digestione, diventando quindi controproducenti), per reidratare il paziente. In alcuni casi possono essere necessari farmaci antiemetici, somministrati per via orale o intramuscolo:

  • Antidopaminergici (per esempio proclorperazina) se il vomito è causato da farmaci, sostanze tossiche o malattie metaboliche;
  • Stimolanti la motilità gastrointestinale (metoclopramide, eritromicina) nella gastroparesi e in altri disturbi funzionali;
  • Antistaminici (meclizina) e anticolinergici (scopolamina) se sono presenti patologie del labirinto (orecchio interno);
  • Antagonisti della serotonina 5-HT3 (ondaserton) nel caso in cui il vomito sia associato ad una chemioterapia anti-tumorale o ad una terapia radiante.

 

Fonti principali:

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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