Piedi sempre freddi: cause, pericoli e rimedi

Introduzione

Sovente ci si lamenta per la sensazione di avvertire i “piedi freddi”, specie durante la stagione invernale, ma alcune persone possono avvertire spesso la sensazione di piedi freddi, indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente esterno e dal periodo dell’anno.

Spesso chi soffre di questo disturbo tende a non dargli troppa importanza, pensando che sia fisiologico o comunque legato ad una condizione climatica rigida. Questo può essere vero nel caso di persone giovani, che godono di buona salute. Ma in realtà non sempre è così!

I “piedi freddi”, infatti, possono in alcuni casi essere il sintomo di un problema di salute serio, per cui tale sensazione, specie se perdura nel tempo e/o è accompagnata da altri disturbi, non andrebbe mai sottovalutata.

Vediamo insieme quali sono le possibili cause di “piedi freddi” e quando è bene rivolgersi al medico per un controllo.

4 piedi in calze pesanti ed appoggiati al termosifone a causa del freddo

iStock.com/Evgen_Prozhyrko

Cause

La causa più comune ed ovvia dei piedi freddi è una mancanza di calore, legata alle temperature rigide dell’ambiente esterno, specie se siamo soliti non indossare calze o scarpe adeguate nella stagione fredda. Questo è quello che si verifica comunemente in inverno, ed è una sensazione normale e fisiologica. Il nostro corpo, infatti, in caso di temperature esterne rigide è programmato a garantire una corretta temperatura al livello cerebrale e per perseguire questo imprescindibile obiettivo deve risparmiare sangue, riducendo quindi l’afflusso di sangue e di calore al livello di mani e piedi (periferia), a vantaggio degli organi più nobili.

I piedi freddi, in alcuni pazienti, possono tuttavia essere la conseguenza di un problema di scarsa circolazione del sangue, che non è più in grado di raggiungere i piedi regolarmente, rendendoli più freddi rispetto al resto dell’organismo. La scarsa circolazione del sangue può dipendere da un cattiva attività del cuore, che deve sforzarsi a pompare più sangue per farlo arrivare nelle parti più estreme del corpo, oppure può essere legato ad un cattivo stile di vita, come la sedentarietà.

Altre possibili cause di piedi freddi sono:

Se la tiroide funziona poco, condizione nota come ipotiroidismo, produce poco ormone tiroideo; l’ormone tiroideo regola, di norma, alcune funzioni metaboliche del nostro corpo, come il controllo del battito cardiaco e della termoregolazione corporea. Di conseguenza chi soffre di ipotiroidismo potrebbe avere i piedi freddi a causa di un’aritmia od una più bassa e generalizzata temperatura del corpo.

A soffrire di piedi freddi può essere anche una persona anemica, ossia chi ha una carenza di emoglobina nel sangue, generalmente su base alimentare (insufficiente apporto di ferro, vitamina B12 e/o folati).

I diabetici possono manifestare piedi freddi, sintomo generalmente accompagnato da intorpidimento o sensazione di formicolio delle dita; si tratta di una complicanza comune della malattia diabetica (polineuropatia diabetica), dovuta ad un danno ai nervi periferici connesso ad un persistente innalzamento del glucosio nel sangue per mancata compensazione del pancreas (che non funziona bene) e che in un primo momento è stato possibile controllare con i farmaci (anti-glicemizzanti orali) e poi non più.

Oltre al diabete, altre possibili cause di danno ai nervi per cui un paziente si sente i piedi freddi anche se, toccandoli non lo sono, ricordiamo:

La malattia vascolare periferica (PAD) si manifesta con un restringimento delle arterie, i vasi sanguigni deputati al trasporto del sangue ricco di ossigeno alle gambe, stomaco, braccia e testa. Ad essere più colpite da tale malattia sono generalmente le arterie delle gambe. La causa principale è, come per la coronaropatia, una condizione di aterosclerosi, ossia di accumulo nel tempo di grassi e colesterolo sulle pareti delle arterie che porta a lungo andare ad un restringimento più o meno severo del vaso sanguigno (con la formazione della placca aterosclerotica). Questo restringimento costituisce un ostacolo per il normale passaggio di sangue all’interno del vaso sanguigno.

L’aterosclerosi non ha una causa nota, ma alcune persone presentano dei fattori di rischio predisponenti allo sviluppo della malattia aterosclerotica come:

Chi soffre di iperidrosi, ossia chi suda molto, può avere la costante sensazione di piedi freddi a causa dell’eccessiva evaporazione cutanea.

Il fenomeno di Raynaud è una condizione spesso benigna che si verifica con temporanei restringimenti dei piccoli vasi sanguigni delle mani e/o dei piedi (ossia un vasospasmo), come meccanismo protettivo di compensazione che il nostro corpo mette in atto, in determinate situazioni di stress ambientale (come il freddo) od emotivo (come forti emozioni) per proteggere gli organi interni dallo stress. È più comune nelle donne, specie nel caso ci siano già altre persone in famiglia a soffrire di tale sindrome. Nel caso dei piedi freddi, le dita dei piedi diventeranno pallide e poi bluastre per un breve periodo di tempo.

Anche durante la gravidanza, infine, si può soffrire di piedi freddi a causa di un cambiamento dell’assetto ormonale (in particolare degli ormoni della tiroide), della termoregolazione corporea e del metabolismo che interessa una donna in dolce attesa.

Sintomi

Chi soffre di piedi freddi può manifestare altri disturbi, oltre alla sensazione di avvertire i piedi infreddoliti, sintomi e segni che è bene non sottovalutare come ad esempio:

  • dolore alle gambe (urente, lancinante o a fitte)
  • febbre
  • perdita di peso inspiegabile
  • stanchezza
  • pallore al viso
  • piaghe cutanee o ulcere ai piedi
  • cambiamenti di colore della pelle delle gambe (rush cutanei)
  • formicolii o sensazione di intorpidimento delle dita dei piedi
  • pesantezza muscolare
  • crampi alle gambe, glutei, cosce, caviglie e/o piedi
  • difficoltà a camminare o salire le scale per comparsa di dolore, intorpidimento, pesantezza muscolare;
  • sollievo dei sintomi a riposo (da cui il nome dato a questo disturbo di claudicatio intermittens)
  • fenomeno di Raynaud (dita pallide e poi bluastre per un breve periodo)

Nel caso la causa dei piedi freddi sia la malattia vascolare periferica (PAD) ricordiamo che più stretto è il restringimento del vaso sanguigno, più alto è il rischio che il paziente vada incontro alla gangrena (morte del tessuto) per cui si potrebbe rendere necessaria l’amputazione della gamba colpita. La PAD inoltre aumenta il rischio di sviluppare un infarto od un ictus.

Quando rivolgersi al medico?

Chi soffre di piedi persistentemente freddi dovrebbe rivolgersi al medico per un controllo, per escludere possibili problemi di salute, specie nel caso di pazienti di età

superiore ai 70 anni
superiore ai 50 anni in presenza di diabete o altri fattori di rischio per l’arteriopatia periferica.

Se, oltre alla sensazione di piedi freddi si manifestano altri sintomi gravi è bene rivolgersi con urgenza al proprio medico, che richiederà opportuni esami di controllo per giungere alla causa scatenante di tale disturbo.

Diagnosi

Il primo passo del percorso diagnostico in presenza di un paziente che lamenti piedi freddi è raccogliere l’anamnesi, ossia la sua storia clinica generale, con particolare attenzione a

  • sintomi (da quanto tempo soffre di questo disturbo? quali altri sintomi avverte, oltre alla sensazione dei piedi freddi?)
  • malattie note e farmaci assunti
  • familiarità
  • fattori di rischio presenti

Una volta raccolta l’anamnesi, il medico procede all’ispezione e palpazione dei piedi alla ricerca di:

  • traumi,
  • ferite,
  • ulcere che guariscono lentamente o non guariscono,
  • segni di arteriopatia periferica come
    • pulsazioni deboli o assenti alle gambe,
    • pelle pallida o tendente al bluastro,
    • variazioni di temperatura tra una gamba e l’altra (una più fredda dell’altra),
    • riduzione della crescita di unghie e peli sulla gamba colpita
  • fenomeno di Raynaud

Tra gli accertamenti che può richiedere il medico per valutare la causa scatenante del disturbo “piedi freddi”, ricordiamo:

  • esami del sangue: per verificare un’eventuale condizione di anemia, diabete, ipotiroidismo, disfunzioni del fegato o dei reni, carenza di vitamina B12
  • esami strumentali
    • elettrocardiogramma (ECG) e visita cardiologica: per valutare l’attività cardiaca, qualora si sospetti che la causa dei piedi freddi sia un cattivo funzionamento del cuore (ad esempio un’aritmia)
    • ecografia color-doppler dei vasi sanguigni delle gambe: per verificare la presenza di una cattiva circolazione del sangue
  • visita neurologica: per verificare un possibile danno ai nervi periferici, ossia una riduzione della sensibilità nervosa alle gambe/piedi con eventuale elettromiografia e/o studi della conduzione nervosa
  • esami di imaging (più raramente)

Cura

Le cure dipendono ovviamente dalla causa scatenante il disturbo “piedi freddi”.

Tutti dovrebbero prendersi cura di sé e coprire a sufficienza i piedi con calzini dai tessuti pesanti e caldi, per combattere le rigide temperature invernali, ma anche la testa, il petto e la pancia (se l’organismo non ha difficoltà a garantire un corretto calore agli organi nobili, non metterà in atto i meccanismi di emergenza che riducono l’afflusso di sangue in periferia).

In alcuni casi, dovuti ad esempio alla sedentarietà o ad un lieve disturbo di circolazione del sangue, il medico potrebbe consigliare in linee generali

  • la pratica di un regolare esercizio fisico,
  • smettere di fumare,
  • avere un’alimentazione sana ed equilibrata,
  • non eccedere con caffè o bevande contenenti caffeina,
  • evitare calze ed indumenti troppo elasticizzati,
  • riattivare la circolazione, muovendo le dita dei piedi.

Nel caso gli esami accertino la presenza di una malattia, come ad esempio l’ipotiroidismo o l’anemia, verranno prescritti dei farmaci per controllare la patologia di base di cui i piedi freddi sono solo un sintomo.

L’intervento chirurgico potrebbe essere richiesto in caso di malattia vascolare periferica severa.

Non esiste dunque una cura unica per chi soffre dei piedi freddi, per cui l’atteggiamento migliore è sempre quello di parlare al proprio medico di tale disturbo e farsi indirizzare verso una terapia più adeguata.

 

A cura della Dr.ssa Bruno Tiziana, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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