Respiro sibilante (con fischio): cause, pericoli e cura

Introduzione

Il respiro sibilante (wheezing) è un rumore acuto che mi manifesta durante la respirazione soprattutto nella fase espiratoria, quando cioè si espelle l’aria, causato da un restringimento delle vie aeree.

Può essere o meno associato a difficoltà respiratorie.

Alcuni sibili sono così lievi da essere avvertiti solo attraverso lo stetoscopio. Nella maggior parte dei casi la ragione è da cercare in un’ostruzione (blocco) o un parziale restringimento dei piccoli bronchi a livello del torace; meno comunemente l’ostruzione si trova a livello delle vie respiratorie più grandi o delle corde vocali.

Chiunque può manifestare il sintomo, ma nei bambini è sicuramente più comune in virtù della naturale presenza di vie aeree di calibro minore (più piccole); quando l’età è inferiore ai due anni è molto comune lo sviluppo di bronchiolite, un’infezione respiratoria in grado di causare la comparsa del sibilo.

Negli adulti le cause più frequenti sono la presenza di asma o di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), entrambe condizioni in grado di promuovere un restringimento e lo sviluppo di spasmi (broncospasmi) nelle vie aeree.

Le cause responsabili possono in ogni caso essere numerose, per questo è importante, per arrivare a una diagnosi corretta, focalizzarsi su

  • anamnesi (raccolta d’informazioni),
  • caratteristiche cliniche dei sibili
  • ed eventualmente su indagini strumentali.

Quando il sibilo è lieve ed è spiegabile dalla presenza di raffreddore od altra condizione delle vie respiratorie superiori (URI) in genere non necessità di cura, diverso è il caso in presenza di malattie croniche o infezioni più severe.

Esemplificazione del restringimento delle vie aeree

Esemplificazione del restringimento delle vie aeree (iStock.com/kowalska-art)

Cause

Qualsiasi processo che riduca il calibro delle vie aeree genera la comparsa di un respiro sibilante, ma nell’adulto le cause più comuni sono:

Fattori di rischio

Chiunque può occasionalmente sviluppare un respiro sibilante, ma possiamo individuare alcuni fattori di rischio in grado di aumentarne la probabilità; i soggetti a maggior rischio sono

  • pazienti allergici,
  • neonati (maggior suscettibilità alle infezioni e ridotto calibro delle vie aeree),
  • fumatori.

Sibili nei bambini

Non necessariamente tutti i bambini con respiro sibilante svilupperanno asma, dato che le cause responsabili possono essere numerose, inoltre neonati e bambini di età inferiore ai 3 anni sono più fisiologicamente suscettibili allo sviluppo di sibili respiratori per:

  • diverse caratteristiche fisiche delle vie aeree (i bronchi sono di diametro inferiore rispetto all’adulto),
  • maggior suscettibilità alle infezioni a causa del sistema immunitario non ancora completamente sviluppato.

Le cause più comuni sono la presenza di

  • infezioni delle vie aeree (soprattutto la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (RSV)),
  • allergia
  • asma,

ma anche l’inalazione di corpi estranei può spiegare la comparsa del fischio.

Meno frequentemente la ragione va cercata in

  • anomalie vascolari congenite,
  • insufficienza cardiaca congestizia,
  • fibrosi cistica,
  • malattie da immunodeficienza,
  • anomalie congenite della trachea e dei bronchi,
  • tumori,
  • disfunzioni delle corde vocali.

Altri sintomi

Gli eventuali sintomi che si presentano insieme al sibilo dipendono dalla causa dello stesso e possono comprendere a seconda dei casi:

Quando rivolgersi al medico

Si raccomanda di consultare il medico od il pediatra in caso di:

  • respiro sibilante inspiegabile e/o ricorrente e/o che non migliora,
  • presenza di sintomi quali difficoltà respiratoria, cianosi, tachipnea (respiro accelerato).

Si consiglia di rivolgersi in Pronto Soccorso se

  • il sintomo esordisce dopo il contatto con un allergene (puntura d’insetto, farmaco, cibo, …),
  • è presente una grave difficoltà respiratoria,
  • compare dopo l’inalazione di un corpo estraneo.

Diagnosi

Per arrivare alla diagnosi definitiva è importante la valutazione dell’anamnesi del paziente e degli altri segni e sintomi eventualmente presenti.

L’anamnesi del paziente dovrebbe essere indirizzata verso le patologie sopra elencate oltre che ai fattori scatenanti più frequentemente associati al disturbo, ad esempio valutando:

  • la presenza di malattie respiratorie, come asma o BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), o di malattie cardiache (insufficienza cardiaca),
  • farmaci eventualmente assunti,
  • allergie,
  • abitudine al fumo,
  • storia clinica ed in particolare relativa a interventi chirurgici (ad esempio un tumore alla testa e/o al collo trattati con radioterapia possono provocare una paralisi delle corde vocali, una storia precedente di intubazione tracheale può provocare un restringimento della trachea stessa).

Risulta poi fondamentale valutare la modalità d’insorgenza dei segni e/o sintomi, così come l’associazione delle diverse manifestazioni cliniche, ciascuna delle quali può evidenziare una malattia più o meno grave:

  • rapidità dell’insorgenza (graduale o brusca),
  • tono del fischio (che può variare a seconda del livello a cui si trova l’occlusione/restringimento),
  • episodio nuovo o ricorrente,
  • presenza di senso di oppressione toracica, respiro sibilante e dispnea in fase espiratoria (sospetto di asma),
  • respiro sibilante accompagnato da febbre elevata, mal di gola, tosse e dispnea (sospetta infezione respiratoria, bronchite, polmonite, broncopolmonite, …)
  • prurito agli occhi, starnuti ed eruzione cutanea depongono per la presenza di una reazione allergica, che nei casi gravi può evolvere verso mancanza di respiro e senso di soffocamento (manifestazioni cliniche di shock anafilattico),
  • dispnea anche a riposo (ortopnea), gonfiore agli arti e tosse (insufficienza cardiaca),
  • bruciore di stomaco, dolore toracico e difficoltà alla deglutizione (malattia da reflusso gastroesofageo)
  • presenza di espettorato (catarro) con sangue (emoftoe) e dolore toracico localizzato (embolia polmonare o tumore).

Per una diagnosi definitiva può rendersi necessario ricorrere ad indagini strumentali:

  • radiografia del torace (aiuta a identificare un restringimento lungo le vie aeree),
  • TC torace (esame più sensibile e specifico rispetto a una radiografia standard),
  • prove di funzionalità respiratoria (spirometria e pulsossimetria),
  • visualizzazione diretta delle vie aeree mediante laringoscopia o broncoscopia.

Cura e rimedi

Il trattamento del respiro sibilante dipende dalla causa scatenante ma, quando necessario, si fonda su due obiettivi principali:

  1. controllare l’infiammazione lungo le vie respiratorie,
  2. dilatare le vie aeree con farmaci ad azione rapida.

I farmaci antinfiammatori possono ridurre l’infiammazione e l’eccesso di muco nelle vie respiratorie, mentre i farmaci broncodilatatori, spesso utilizzati sotto forma di inalatori, possono dilatare le vie aeree rilassando la muscolatura liscia (gli sciroppi vengono utilizzati nei bambini).

Nelle forme croniche resistenti alle comuni terapie farmacologiche è invece necessario l’utilizzo di farmaci cortisonici (con l’avvertenza di ridurne quindi l’assunzione in modo graduale al fine di evitare lo sviluppo di effetti collaterali).

In casi d’emergenza può essere richiesta la somministrazione di ossigeno.

Cosa fare in pratica?

Tra gli accorgimenti in grado di prevenire o attenuare il respiro sibilante nelle forme più lievi ricordiamo:

  1. Mantenere l’aria umida attraverso l’utilizzo di un umidificatore, oppure mediante una doccia calda con la formazione di abbondante vapore acqueo (come nel caso di broncolaringospasmo).
  2. Sorseggiare bevande calde, che permettono di rilassare le vie respiratorie e alleggerire il muco.
  3. Astenersi dal fumo e allontanarsi dai fumatori, anche il fumo passivo può scatenare un episodio di sibilo.
  4. Aiutarsi con esercizi per la respirazione, che sono in grado di favorire una miglior espansione polmonare.
  5. Mantenere l’aria pulita attraverso l’utilizzo di filtri HEPA contribuisce a ridurre gli allergeni presenti nell’ambiente che spesso sono responsabili degli attacchi d’asma allergica.

Fonti e bibliografia

A cura del Dr. Francesco Netto, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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