Ciclo mestruale in ritardo: cause e quando preoccuparsi

Introduzione

È ragionevole pensare che le donne possano essere suddivise in due categorie:

  • chi ha già sperimentato una o più volte un ritardo mestruale,
  • chi lo manifesterà a breve.

Battute a parte, è doveroso premettere di come sia assolutamente normale andare incontro ad occasionali e sporadici ritardi delle mestruazioni, anche per le donne che in passato si sono dimostrate particolarmente regolari. Cionondimeno questo non significa sottovalutare il segnale, bensì che è necessario prestarci  la dovuta attenzione ma senza caricarlo di ansie immotivate.

Gravidanza a parte, sono davvero numerose le possibili cause di ritardo, non ultimo lo stress, che può realmente influire sulla regolarità del ciclo mestruale.

Ritardo del ciclo

Getty/Lourdes Balduque

Ciclo mestruale, flusso mestruale e mestruazioni: qualche definizione

Il ciclo mestruale è un insieme di eventi successivi che, regolati attraverso sofisticati meccanismi ormonali, sono alla base della fertilità della donna; a differenza dell’uomo, che è fertile in ogni giorno della sua vita a partire dall’adolescenza, la donna è fertile solo per pochi giorni per ogni ciclo mestruale, che possiamo semplicisticamente immaginare come:

  1. Mestruazioni, come meccanismo di pulizia dell’utero (circa 3-5 giorni)
  2. Preparazione all’ovulazione, ovvero ai giorni fertili (fase follicolare, circa 14 giorni, comprende anche le mestruazioni)
  3. Rilascio dell’ovulo pronto ad essere fecondato (ovulazione, circa 12-24 ore)
  4. Preparazione all’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato (fase luteale, mediamente 14 giorni):
    • In caso di gravidanza avrà inizio il periodo della gestazione,
    • diversamente il ciclo ricomincia dal punto 1.

Benché spesso si parli di ciclo mestruale facendo riferimento alle mestruazioni, ovvero alla periodica perdita di sangue uterino attraverso la vagina, sarebbe più corretto parlare di:

  • ciclo mestruale come periodo compreso tra l’inizio di una mestruazione e quella successiva, ovvero l’intera sequenza di eventi tra due mestruazioni;
  • flusso mestruale come sinonimo di mestruazione, ovvero di perdita di sangue come risposta dell’organismo all’assenza di concepimento.

In molte donne il ciclo mestruale ha una durata di 28 giorni, ma sono considerati assolutamente normali tutti i cicli compresi tra 20 e 35 giorni circa:

  • un ciclo della durata inferiore ai 20-21 giorni potrebbe non essere compatibile con l’instaurarsi di una gravidanza,
  • mentre sopra i 35-40 giorni aumenta la probabilità di non ovulare, ovvero di non disporre di giorni fertili perché l’ovulo non viene rilasciato, si parla in questi casi di ciclo anovulatorio.

Vale la pena notare che la durata del ciclo mestruale può cambiare soprattutto in relazione alla fase follicolare, ovvero la prima parte del ciclo, mentre la fase luteale, la seconda parte, è abbastanza costante per tutte le donne, con una media di 14 giorni ed una forbice che raramente va oltre i 12-16 giorni.

Perché la mestruazione è in ritardo?

La mestruazione può essere in ritardo per tre ragioni:

  1. stato di gravidanza, che eventualmente potrebbe purtroppo anche non andare a buon fine ma intanto previene la comparsa del flusso mestruale,
  2. oppure un ritardo dell’ovulazione rispetto ai tempi previsti, che potrebbe anche diventare un’assenza di ovulazione,
  3. meno comunemente può infine succedere che si formi una cisti che produce progesterone, che fa credere al corpo di essere incinta e previene così lo sfaldamento delle pareti dell’utero.

Nella maggior parte delle donne è quindi il punto 2 a spiegare il ritardo, punto che comprende davvero tantissime cause.

Cause

Le cause più comuni di ritardo delle mestruazioni sono:

  • gravidanza e allattamento,
  • stress,
  • alterazioni del peso corporeo, intendendo in particolare le condizioni di sottopeso, sovrappeso e variazioni significative e rapide,
  • sindrome dell’ovaio policistico,
  • eccesso di attività fisica, tipico ad esempio delle atlete professioniste,
  • assunzione della pillola anticoncezionale,
  • menopausa,
  • malattie croniche, tra cui cardiopatie, diabete soprattutto se poco controllato, ipertiroidismo ed ipotiroidismo.

Se alcuni punti sono autoesplicativi, come la gravidanza (ecco i primi sintomi), per altri può valere la pena spendere qualche parola in più.

Stress

Ormai è abitudine consolidata dare la colpa di tutto allo stress, ma la realtà è che è davvero in grado di influire su quasi ogni aspetto funzionale dell’organismo, tanto che diversi autori, come il Dr. Sapolsky, un neurobiologo americano, ne hanno scritto migliaia di pagine, spiegando nei dettagli i meccanismi biochimici, ormonali e neuronali.

Nel caso della regolazione del ciclo mestruale il legame è abbastanza diretto e chiaro ed è conseguenza dei cosiddetti ormoni dello stress rilasciati in condizioni pressanti, sia fisicamente che emotivamente, tra cui ad esempio prolattina e glicocorticoidi come il cortisolo; si tratta di sostanze capaci di alterare il normale equilibrio dell’asse ormonale alla base dei meccanismi riproduttivi.

A questo proposito dobbiamo imparare ad intendere lo stress nel modo più ampio possibile, ad esempio la Dr.ssa Graziottin ci ricorda sul suo sito che anche le ondate di caldo possono interferire con la puntualità del ciclo, che risente delle variazioni climatiche, ma anche di variazioni del ritmo sonno-veglia od altre forme di interferenze esterne come lutti, la preparazione di un esame particolarmente ostico all’Università, la perdita del lavoro ed anche cambiamenti positivi ma drastici, come un imminente matrimonio.

Sottopeso ed eccesso di esercizio fisico

Anche nella donna si osserva una produzione dell’ormone maschile per eccellenza, ovvero il testosterone, che per quanto ridotta è comunque misurabile; l’organismo femminile ne previene un accumulo eccessivo mediante reazioni chimiche operate all’interno delle cellule adipose, le stesse che accumulano il grasso di riserva, che si occupando di trasformarlo in estrogeni. In caso di eccessivo sottopeso la quantità di adipociti può essere insufficiente, determinando così un’alterazione del normale equilibrio tra ormoni sessuali maschili e femminili, sufficiente ad impedire la normale direzione del ciclo mestruale. Perché succede questo? È ragionevole pensare che possa essere un meccanismo evolutivo volto a prevenire il concepimento in periodi di carestia, quando l’organismo della donna non avrebbe avuto a disposizione un’adeguata quantità di cibo per portare avanti una gravidanza, che anzi l’avrebbe esposta al rischio di vita anche per sé stessa. Pensa che una gravidanza richiede circa 50000 calorie per essere portata a termine, senza contare le mille calorie al giorno per allattare.

Sostanzialmente le stesse ragioni spiegano anche i ritardi in caso di diete molto aggressive e disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia, ma anche per i ritardi legati all’eccesso di attività fisica, che può condurre ad avere un fisico estremamente scolpito grazie allo sviluppo muscolare, ma povero delle necessarie cellule adipose, tanto che non è raro osservare una pubertà ritardata anche di anni in ragazzine che pratichino danza o corsa a livello agonistico.

Sovrappeso

La vita in ogni sua forma è sempre un delicato equilibrio, in cui ogni eccesso può determinare alterazioni del normale funzionamento. Se è vero che una certa quantità di grasso è indispensabile alla sintesi degli estrogeni necessari, quando la produzione è eccessiva si può allo stesso modo andare incontro a ritardi o addirittura blocchi del ciclo mestruale.

Il sovrappeso è inoltre uno dei fattori di rischio più rilevanti in termini di ovaio policistico, una delle condizioni più comuni di oligomenorrea, ovvero di ciclo persistentemente irregolare.

Ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico è una condizione caratterizzata da

  • ciclo irregolare
  • eccesso di androgeni in circolo, ad esempio proprio il testosterone, che si manifesta attraverso sintomi piuttosto caratteristici come eccesso di peli, acne e pelle e capelli grassi,
  • ovaie con presenza di numerose piccoli cisti.

La diagnosi viene in genere posta quando siano presenti almeno due su tre di questi aspetti.

È molto comune nelle donne in sovrappeso, ma può interessare anche pazienti normopeso, e ha purtroppo ricadute rilevanti in termini di salute cardiometabolica, predisponendo allo sviluppo di disturbi quali glicemia alta, colesterolo alto e pressione alta.

Malattie croniche

La presenza di malattie croniche può certamente influire sulla regolarità del ciclo, soprattutto quando si parla di alterazioni metaboliche o più in generale di competenza endocrinologica; l’ovaio policistico in fondo ne è un esempio, ma è talmente diffuso e specifico che valeva la pena trattarlo a parte, ma ricordiamo anche malfunzionamenti della tiroide, un diabete non adeguatamente controllato e problemi ormonali più specifici, come ad esempio la presenza di un prolattinoma, un ormone benigno in grado di produrre prolattina in eccesso.

Età

Concludiamo segnalando come sia abbastanza comune avere un ciclo un po’ ballerino tanto nelle adolescenti, quanto nelle donne che si avvicinino alla menopausa; in entrambi i casi, anche se ovviamente per ragioni diverse, viene meno la necessaria costanza e regolarità della produzione ormonale indispensabile a garantire un corretto timing delle mestruazioni o, più correttamente, dell’ovulazione.

Mestruazioni in ritardo e test negativo

Un occasionale e limitato ritardo in genere non preoccupa, perché come detto in apertura qualunque donna nella sua vita andrà presumibilmente incontro ad alterazioni e cambiamenti, occasionali e non, del proprio ciclo mestruale.

In caso di rapporti non protetti è ovviamente necessario verificare con un test di gravidanza e sì, avere rapporti con coito interrotto significa avere rapporti non protetti. È importante ricordare che un test di gravidanza è considerato definitivo non al primo giorno di ritardo, ma a 19 giorni dall’ultimo rapporto non protetto.

Una volta esclusa la gravidanza, e se dopo aver atteso alcuni giorni non ci fossero novità, è raccomandabile il parere del medico, che valuterà se sia necessario procedere ad accertamenti in base a fattori quali:

In molti casi potrebbe essere sufficiente attendere con pazienza, ma qualora ritenuto necessario dal curante (tipicamente in caso di oligomenorrea od amenorrea) si potrebbe valutare di rivolgersi allo specialista, ginecologo od endocrinologo, per approfondimenti più specifici, tra cui

Domande frequenti

Ciclo in ritardo con pillola

In assenza di errori di assunzione, compresi episodi di diarrea o vomito, una gravidanza indesiderata è poco probabile. È invece abbastanza comune che, soprattutto dopo alcuni anni di assunzione, la cosiddetta emorragia da sospensione (le perdite che si verificano nei giorni di pausa) tenda a trasformarsi fino a diventare sempre più scarsa.

Con alcune pillole caratterizzate da una pausa inferiore ai 7 giorni (ad esempio Yaz od equivalenti, che hanno una pausa di 4 giorni corrispondente alle pillole placebo) può succedere che le perdite non si verifichino affatto ed in genere non è considerato un problema.

Ciclo in ritardo, come farlo venire?

Per favorire la comparsa della mestruazione può essere utile migliorare il proprio stile di vita, soprattutto quando la causa del ritardo sia legata a ragioni alimentari o di stress. I metodi naturali promossi su numerosi siti purtroppo hanno invece uno scarso razionale alla base, oppure un’influenza che dal punto di vista pratico è sostanzialmente trascurabile.

Quando ritenuto necessario, il ginecologo può optare per la somministrazione di una dose elevata di progesterone che, una volta smaltita dall’organismo, tende ad innescare la comparsa di una simil-mestruazione ed una sorta di reset dell’organismo; non si può parlare propriamente di mestruazione perché non conseguente ad ovulazione.

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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