Sincope e senso di svenimento: cause, sintomi e cosa fare

Introduzione

Lo svenimento, più correttamente definito sincope in termini medici, è un evento caratterizzato da un’improvvisa perdita di coscienza, a insorgenza rapida e di breve durata, generalmente con recupero completo e spontaneo.

Può essere dovuto a diverse cause, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno sostanzialmente benigno e privo di conseguenze, a meno che

  • non sia secondario a patologie sottostanti di una certa importanza (come problemi cardiaci o neurologici),
  • non si subiscano traumi con la caduta o conseguenze (nel caso ad esempio di episodi durante attività pericolose, come la guida).

È importante distinguere la sincope dalla lipotimia, quadro simile che si caratterizza per un’improvvisa sensazione di mancamento, senza però che si verifichi una perdita di coscienza vera e propria (viene in alcuni casi descritto dal paziente come senso di svenimento).

Uomo svenuto

iStock.com/lightkey

Cause

La sincope è un sintomo comune a numerose patologie che includono condizioni di gravità estremamente variabile, da malattie benigne a condizioni associate a elevata mortalità come quelle di origine cardiaca.

Le cause che provocano lo svenimento possono essere le più svariate, ma spesso gli episodi di sincope si verificano in soggetti predisposti in seguito a

  • emozioni particolarmente intense,
  • stati di ansia eccessivi,
  • traumi fisici,
  • dolori intensi,
  • situazioni che favoriscono una condizione di vasodilatazione (tipici sono gli svenimenti che si verificano in ambienti affollati in condizioni caldo-umide).

Lievi episodi di lipotimia invece sono quelli che si verificano quando un soggetto passa bruscamente dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta, a causa dell’incapacità dell’organismo di adattare in modo sufficientemente rapido la pressione sanguigna alla diversa posizione (ipotensione ortostatica).

Classificazione

In base alle condizioni fisiopatologiche scatenanti, lo svenimento può essere classificato in diverse tipologie:

  • svenimento da cause neurologiche,
    • svenimento vasovagale,
  • svenimento da ipotensione ortostatica,
  • svenimento da cause cardiologiche.

La sincope vasovagale è un disturbo di tipo neurologico che deriva da un’anomalia transitoria nel funzionamento del sistema nervoso autonomo, deputato al regolamento della pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. La sua causa diretta consiste in una riduzione temporanea della quantità di sangue che arriva al cervello. Le sincopi di origine neuro-mediata sono più frequenti nella popolazione generale rispetto a quelle cardiache e sono considerate un disturbo sostanzialmente benigno.

Gli svenimenti di tale tipologia colpiscono generalmente soggetti di giovane età e in buone condizioni di salute; la causa dello svenimento è quasi sempre identificabile, tipicamente in condizioni quali

  • affaticamento o stress psicofisico,
  • lunga permanenza in ambienti eccessivamente caldi e umidi,
  • stati di digiuno,
  • vista del sangue,
  • prolungata permanenza in stazione eretta in condizioni climatiche sfavorevoli.

Gli svenimenti da cause neurologiche configurano condizioni molto più serie; tipiche sono le sincopi causate da crisi epilettiche, durante le quali il soggetto perde completamente coscienza, cade a terra, presenta convulsioni e può manifestare perdita di urine o feci; dopo la crisi il paziente si trova spesso in uno stato semi-confusionale.

Altri svenimenti da cause neurologiche sono quelli legati a episodi ischemici cerebrali, quali

spesso caratterizzati da perdita dell’equilibrio con conseguente caduta.

Gli svenimenti dovuti a ipotensione ortostatica sono quelli causati da un’eccessiva diminuzione della pressione arteriosa nel momento in cui si passa troppo velocemente dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta. Durante gli episodi di ipotensione ortostatica si assiste solitamente a una diminuzione della pressione arteriosa, sia sistolica che diastolica, di circa 20 mmHg, sufficiente quindi a causare la perdita dei sensi.

Oltre al cambiamento di posizione, anche altre condizioni si configurano come possibili cause di ipotensione ortostatica, tra cui:

  • ipovolemia (diminuzione del volume di sangue circolante) conseguente a emorragia, o situazioni caratterizzate da notevole perdita di liquidi, quali importanti episodi di vomito e/o diarrea,
  • vasodilatazione causata da febbre o da specifici farmaci (antiaritmici, alcuni antidepressivi, antipertensivi).

Lo svenimento da cause cardiologiche è talvolta conseguenza di malattie cardiache e può rappresentare la prima avvisaglia di un evento cardiaco che può rivelarsi anche fatale. In questa forma, frequente soprattutto in persone anziane, la sincope va trattata con la massima urgenza portando il paziente in pronto soccorso.

Le sincopi da cause cardiologiche sono provocate generalmente da aritmie (variazioni cioè della frequenza cardiaca, più alta – tachicardia – o più bassa – bradicardia) o da cause meccaniche che possono diminuire il flusso di sangue pompato dal cuore (gittata cardiaca), per esempio le cosiddette sincopi da sforzo legate a patologie valvolari cardiache (come accade nella stenosi aortica). Altre cause possono essere rappresentate da malattie strutturali cardiache, quali

Altra condizione causa di sincope è rappresentata dalla sindrome da ipersensibilità del seno carotideo: il seno carotideo è una piccola dilatazione che si trova nel tratto iniziale dell’arteria carotide interna, principale vaso che porta sangue al cervello, ed è coinvolto in un meccanismo di regolazione a breve termine della pressione sanguigna. Tale sindrome è caratterizzata da un’eccessiva sensibilità del seno carotideo, per cui anche la minima stimolazione di questa zona può causare la sincope; si può manifestare in normali attività della vita giornaliera, come nell’atto di radersi la barba (soprattutto se si utilizza un rasoio elettrico), quando si indossa una camicia con un colletto troppo stretto, o anche il semplice guardare in alto. La stimolazione dei recettori comporta l’attivazione di un riflesso che può determinare brevi periodi di asistolia (blocco dell’attività cardiaca) reversibile o anche solo una marcata riduzione della pressione arteriosa (ipotensione).

Altre cause

Infine ricordiamo che talvolta gli svenimenti possono essere dovuti a

La maggior parte degli svenimenti è comunque dovuta a cause vasovagali o a episodi di ipotensione ortostatica, situazioni quindi del tutto benigne. Generalmente la diagnosi si avvale della raccolta dei dati anamnestici che consentono, nella stragrande maggioranza dei casi, di escludere cause cardiologiche o neurologiche.

Sintomi

Generalmente si manifestano dei sintomi premonitori (prodromi) prima dello svenimento vero e proprio: il soggetto avverte una sensazione di malessere generale e tra gli altri sintomi può accusare e manifestare

  • capogiri,
  • nausea,
  • pallore,
  • debolezza,
  • sudorazione fredda,
  • offuscamento della vista,
  • difficoltà a rimanere in piedi.

In alcuni casi è presente nausea e si avvertono “ronzii” agli orecchi (acufene); se non è la prima volta che il soggetto prova tali sensazioni, riesce solitamente a mettersi sdraiato evitando di cadere pesantemente.

In assenza di sensazioni che preannuncino l’imminente possibile perdita di conoscenza si configurano situazioni in cui l’alterazione dello stato di coscienza è solitamente brusca, con una violenta caduta a terra le relative conseguenze che ne possono derivare.

Diagnosi

I pazienti che hanno presentato una sincope devono sempre essere sottoposti ad accurata anamnesi, seguita da una visita generale con misurazione della pressione arteriosa ed elettrocardiogramma. La raccolta dei dati anamnestici dovrà indagare

  • le condizioni precedenti la sincope,
  • quelle legate all’insorgenza della sincope e le sue modalità,
  • la durata dell’episodio,
  • l’anamnesi patologica (familiarità per morte improvvisa, presenza di malattie cardiache, neurologiche, metaboliche, assunzione di farmaci),
  • la ricorrenza della sincope (tempo trascorso dal primo episodio, numero di episodi).

L’esame medico generale dovrà invece considerare:

  • misurazione della pressione arteriosa,
  • attività cardiaca,
  • esame addominale,
  • valutazione neurologica.

La valutazione iniziale consente di accertare l’eziologia della sincope in circa la metà dei casi.

In presenza di elementi clinico-anamnestici solo suggestivi per sincope cardiaca, la diagnosi dovrà essere confermata con test strumentali specifici, quali

  • ecocardiogramma,
  • elettrocardiogramma (eventualmente con registrazione delle 24h),
  • test da sforzo.

Non essendo sempre possibile escludere a priori fattori di tipo cardiologico o neurologico, è necessario ricorrere ad accertamenti di tipo strumentale; l’elettrocardiogramma non è sempre di aiuto perché non è semplice documentare episodi di aritmia durante l’esame.

Se si ritiene che gli svenimenti siano dovuti a crisi epilettiche è opportuno eseguire un elettroencefalogramma.

Si può richiedere un ecodoppler dei vasi del collo nel caso si avvertano “soffi” carotidei (indice di possibile restringimento del vaso da placche di aterosclerosi), oppure se vi sono segni di tipo neurologico.

Qualora lo si ritenga opportuno è anche possibile richiedere una risonanza magnetica nucleare oppure una tomografia assiale computerizzata.

Il ricovero ospedaliero generalmente non è necessario a meno che non si sospetti la presenza di gravi disturbi cardiaci o neurologici.

Cosa fare?

La terapia degli svenimenti varia ovviamente a seconda della causa; nella maggior parte delle sincopi, cioè quelle di origine vasovagale, non è generalmente necessario intervenire, non essendo episodi invalidanti o recidivanti. Qualora invece gli episodi sincopali determinino problematiche più importanti o comunque di tipo invalidante è possibile ricorrere a farmaci specifici che vengono prescritti dallo specialista.

Si può prevenire la sincope?

Alcuni accorgimenti possono ridurre il rischio sincope:

  1. Bere molta acqua e assicurarsi un corretto apporto di sale (per mantenere la pressione arteriosa nei valori fisiologici).
  2. Evitare di rimanere a lungo in piedi.
  3. Cercare di passare dalla posizione seduta a quella eretta con calma, evitando movimenti bruschi.
  4. Evitare, per quanto possibile, condizioni di stress emotivo.
  5. Dedicarsi a una regolare attività fisica.

 

A cura della Dott.ssa Elisabetta Fabiani, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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