Introduzione

La parola astenia (dal termine greco asthenes che si traduce con “assenza di forza”) indica uno stato di eccessiva stanchezza, debolezza e/o mancanza di energia che può comunemente interessare una persona in diversi momenti della sua vita.

Il senso di stanchezza può essere solo fisico, mentale o coinvolgere entrambi gli aspetti, e può accompagnarsi a facile affaticamento anche dopo normali attività della vita quotidiana o attività fisiche leggere e ridotta resistenza agli sforzi anche minimi.

L’astenia è un sintomo aspecifico che può

  • riguardare tutti indistintamente:
    • uomini e donne,
    • adulti, anziani e bambini,
  • presentarsi con diverso grado di severità, da forme lievi e passeggere a forme moderate fino a stati di astenia così intensa da impedire qualsiasi attività,
  • comparire anche in condizioni fisiologiche, non legate ad una malattia specifica, come ad esempio
    • gravidanza,
    • menopausa,
    • età avanzata,
    • scarso riposo,
    • dopo un’intensa attività sportiva,
  • essere associato ad un cambio di stagione (ad esempio il passaggio dall’inverno alla primavera) o alla calura estiva

L’astenia non è una malattia ma, può essere un sintomo presente in un gran numero di patologie, per cui è sempre opportuno un attento esame ed un monitoraggio del grado di stanchezza riscontrato, specie se il paziente riferisce di sentirsi stanco da tanto tempo ed il suo stato di spossatezza ha la tendenza a non migliorare con il riposo.

Forme prolungate e/o ingravescenti di astenia, infatti, potrebbero essere spia di condizioni patologiche che richiedono un intervento medico, come uno stato anemico o la presenza di una malattia del metabolismo, un’infezione, un tumore, carenze nutrizionali, una malattia neuromuscolare o psichiatrica, solo per citare alcuni esempi.

Cause

Le cause più comuni di astenia sono

L’astenia tuttavia non è un sintomo specifico di una malattia, ciò significa che da solo ha scarso significato diagnostico ed in realtà può essere presente in tantissimi quadri patologici più o meno gravi, tra cui ricordiamo:

  • anemia,
  • malattie polmonari come ad esempio
    • asbestosi,
    • sinusiti,
    • apnee notturne,
    • ascesso polmonare,
    • BPCO (bronco-pneumopatia cronica ostruttiva),
    • enfisema,
    • fibrosi polmonare,
    • insufficienza respiratoria,
    • polmonite e/o altre infezioni,
  • epatiti,
  • cirrosi epatica,
  • insufficienza renale,
  • malattie autoimmuni, come ad esempio
  • malattie metaboliche come ad esempio
  • infarto del miocardio,
  • angina,
  • acidosi metabolica,
  • tumori,
  • pericardite,
  • scompenso cardiaco,
  • malnutrizione,
  • alcolismo,
  • malattie esantematiche,
  • HIV,
  • intossicazioni da monossido di carbonio,
  • allergie,
  • convalescenza post-chirurgica,
  • ustioni,
  • eritema solare,
  • infezioni virali, batteriche o fungine,
  • celiachia ed altre intolleranze alimentari,
  • carenze nutrizionali, specie da vitamine e sali minerali,
  • malattie gastro-intestinali come ad esempio
  • influenza e post-influenza,
  • gravidanza (specie nel I o III trimestre),
  • sclerosi multipla,
  • SLA (sclerosi laterale amiotrofica),
  • meningite,
  • malattie psichiatriche (disturbi d’ansia, depressione, ..),
  • CID (coagulazione intravascolare disseminata),
  • insonnia o altri disturbi del sonno,
  • iatrogena (da farmaci),
  • tossicodipendenza,
  • alcolismo,
  • affaticamento muscolare da allenamenti sportivi intensi.

Una prolungata sensazione di stanchezza può svilupparsi in una particolare sindrome chiamata “sindrome del burn out”, una forma di esaurimento fisico e/o mentale che si sviluppa in ambito lavorativo e che è legata a mansioni professionali particolarmente stressanti e logoranti, come ad esempio medici ed operatori sanitari, poliziotti, insegnanti ed assistenti sociali (fu descritta infatti, per la prima volta, in America proprio in queste categorie di lavoratori).

La sindrome da fatica cronica (o encefalomielite mialgica), infine, è una rara causa di astenia invalidante e persistente (durata minima 6 mesi). È una malattia legata probabilmente all’instaurarsi di un’infezione di natura virale: i virus causano ingrossamento dei linfonodi ed un danno alle cellule nervose del cervello con conseguenti alterazioni della motilità muscolare, i muscoli non adempiono più in modo energico alla loro funzione e si sviluppa uno stato di apatia su base neurologica (che il medico dovrà differenziare da altri stati di apatia su base psichiatrica, attraverso opportuni test).

Stanchezza e altri sintomi

Un paziente con astenia è una persona che avverte:

  • senso di spossatezza,
  • mancanza di forza fisica,
  • stanchezza mentale,
  • lentezza nei movimenti, per cui anche attività leggere richiedono sforzi maggiori,
  • debolezza muscolare.

Questo stato si associa ad un frequente desiderio di riposo, sebbene non sempre il paziente recuperi le forze, anche dopo aver dormito.

In base alla causa che è all’origine dell’astenia, inoltre, possono essere riferiti altri disturbi quali ad esempio

  • nausea e vomito,
  • pressione bassa,
  • calo ponderale,
  • perdita e/o fragilità dei capelli,
  • pallore del viso,
  • tachicardia,
  • perdita di appetito,
  • apatia,
  • irritabilità,
  • perdite della memoria a breve termine,
  • confusione mentale,
  • capogiri,
  • dolore,
  • tosse,
  • febbre,
  • emicranie frequenti,
  • stanchezza agli occhi,
  • sonnolenza,
  • intolleranza al freddo o al caldo,
  • metrorragie o altri sanguinamenti anomali,
  • stitichezza,
  • diarrea,
  • aumento della frequenza urinaria,
  • dispnea,
  • gonfiore agli arti,
  • cianosi,
  • ascite,
  • prurito intenso,
  • arrossamenti della cute,
  • sudorazione notturna,
  • dolori muscolari,
  • disturbi visivi,
  • secchezza della cute e/o delle mucose,
  • dolori articolari e/o rigidità articolari,
  • fotosensibilità.

Tutti questi sintomi, insieme alla stanchezza stessa, devono essere riferiti dal paziente al proprio medico curante che li valuterà attentamente per giungere ad una corretta diagnosi.

L’astenia non andrebbe mai trascurata, perché ignorare il sintomo potrebbe comportare un aggravamento della causa scatenante.

Diagnosi

La raccolta della storia clinica del paziente, detta anamnesi, consente di chiarire le caratteristiche dell’astenia e poter formulare una diagnosi. Il medico porrà alcune domande al paziente, quali ad esempio:

  • Quando e da quanto tempo si sente stanco? più o meno di 4-6 mesi?
  • L’astenia migliora con il riposo? oppure peggiora?
  • Ha subito di recente un evento stressante che ha influito sul suo umore e la sua vita quotidiana?
  • Che lavoro svolge?
  • Dorme bene?
  • Assume farmaci?
  • Soffre di qualche malattia nota?
  • Ha altri disturbi?
  • Ha perso peso? Ha perso appetito?

Il medico valuterà quindi nel complesso il suo aspetto fisico alla ricerca di eventuali segni di una malattia organica o psicologica che possano giustificare lo stato di astenia come ad esempio

  • postura,
  • espressione del volto,
  • colorito,
  • presenza di masse palpabili anomale,

oltre a considerare attentamente lo stato mentale del paziente (presenta confusione mentale?, è poco attento?, agitato? o ha un evidente ritardo psicomotorio? …) e misurare i parametri vitali (polso, pressione arteriosa, respiro, temperatura).

In base all’orientamento diagnostico, infine, potranno essere richiesti (qualora il medico lo ritenga utile)

  • esami del sangue,
  • esami delle urine,
  • indagini radiologiche (ecografie, RX, TAC o RMN),

per confermare il sospetto diagnostico ed escludere altre possibili cause di astenia.

Cure e rimedi

Le cure per l’astenia dipendono dalla causa che ne è all’origine.

Se l’astenia è legata a cause fisiche transitorie, può essere utile semplicemente

  • seguire una dieta bilanciata,
  • assumere eventualmente integratori di ferro, acido folico, acidi grassi omega 3, antiossidanti, vitamine e/o sali minerali (in particolare potassio e magnesio),

per ricostituire l’organismo delle sostanze nutrizionali di cui è carente.

È consigliabile inoltre:

  • idratarsi bevendo 1.5-2 litri di acqua al giorno,
  • consumare 3-5 porzioni di ortaggi e frutti di stagione al giorno,
  • evitare cibi conservati, snack e fast food,
  • evitare ambienti particolarmente caldi o inquinati,
  • dormire almeno 8 ore per notte,
  • non eccedere con alcool e superalcolici,
  • concedersi i giusti tempi di recupero dopo un’attività sportiva,
  • non saltare i riposi dei turni di lavoro (se previsti),
  • non saltare i pasti principali.

In alcuni pazienti può essere utile ricorrere ad una psicoterapia di supporto se l’astenia è dovuta ad una causa psichiatrica, ad esempio per ridurre i disturbi legati ad una sindrome depressiva, uno stato di ansia generalizzato, una sindrome ossessiva o una fobia.

Le cure farmacologiche sono prescritte solo in caso di astenia provocata da una malattia organica specifica o particolari condizioni, come ad esempio la menopausa, ed ovviamente i farmaci da utilizzare dipenderanno dalla condizione patologica che ha causato la stanchezza. Potranno essere richiesti, a seconda dei casi

  • antibiotici o antivirali in caso di infezione,
  • terapia ormonale sostitutiva per i sintomi da menopausa,
  • corticosteroidi ed antiinfiammatori per malattie croniche, reumatologiche o per combattere alcuni tipi di dolore,
  • antidepressivi, ansiolitici, antipsicotici o sedativi in caso di malattia psichiatrica,
  • ipoglicemizzanti orali per il diabete,

Qualsiasi cura o suggerimento finalizzato a migliorare lo stato di stanchezza, deve essere attentamente vagliato dal medico.

 

A cura della Dr.ssa Bruno Tiziana

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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