Seno gonfio (tensione mammaria): cause e ciclo

Introduzione

La tensione mammaria (sensazione di seno gonfio) è un sintomo molto comune tra le donne ed è descritto usualmente come un gonfiore che interessa uno o entrambi i seni e che può accompagnarsi o meno ad un’aumentata dolorabilità delle mammelle; la causa di questo rigonfiamento è di solito riconducibile a:

  • Imminente arrivo del ciclo mestruale;
  • Ovulazione;
  • Gravidanza;
  • Iperprolattinemia;
  • Sindrome premenopausale;
  • Condizioni patologiche (più raramente, come mastite o tumore al seno).

Nonostante costituisca una fonte di notevole disagio (e talvolta preoccupazione) nella maggior parte dei casi, soprattutto quando conseguente a squilibri di natura ormonale, il gonfiore delle mammelle tende a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni giorni; in questi casi tipicamente il fastidio è caratterizzato da

  • bilateralità (coinvolgimento di entrambi i seni)
  • ciclicità (si verifica tutti i mesi o quasi)
  • assenza di noduli mammari
  • assenza di variazione di dimensioni, consistenza e forma dei seni.

Nel caso in cui si associ ad altri sintomi o problematiche di salute è invece sempre opportuno rivolgersi rapidamente ad un medico per effettuare gli accertamenti del caso, in modo da valutare l’eventuale presenza di condizioni patologiche sottostanti.

Infine è opportuno ricordare che nell’ambito della prevenzione del tumore al seno è raccomandato eseguire un’autopalpazione della mammella almeno una volta al mese a partire dai 20 anni, associando l’esecuzione di un’ecografia mammaria nelle pazienti di 20-30 anni di età (secondo necessità) o di una mammografia biennale nelle pazienti dai 50 anni in poi.

Donna che si tocca il seno a causa di dolore

iStock.com/RealPeopleGroup

Cause e sintomi associati

La tensione mammaria è di solito riconducibile ad alterazioni ormonali che si verificano in diverse fasi della vita della donna; tra queste, principalmente:

  • Prima del ciclo: la presenza di un seno gonfio e talvolta dolorante è spesso avvertita nei giorni che precedono la comparsa del flusso mestruale; la tensione mammaria esordisce durante l’ovulazione e persiste fino a circa 1-3 giorni prima della comparsa delle mestruazioni. In questo caso, la paziente riferisce un gonfiore delle mammelle più spesso bilaterale che è riconducibile ad un innalzamento dei livelli di progesterone e che tende a ridursi con la comparsa delle mestruazioni; nonostante il disturbo si presenti in maniera ricorrente mese dopo mese e sia fonte di notevole fastidio per la donna, in genere può non essere considerato preoccupante ed è facilmente controllabile tramite l’assunzione di farmaci antidolorifici.
  • Dopo il ciclo: il senso di gonfiore viene avvertito da alcune donne anche/dopo il ciclo, ma la ragione è generalmente la stessa (fluttuazioni fisiologiche ormonali).
  • Ovulazione: la tensione mammaria può accompagnare il periodo di ovulazione (16-12 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni); in questo caso, il gonfiore del seno si associa alla comparsa di un muco cervicale caratteristico e degli altri sintomi tipici del periodo ovulatorio (rialzo della temperatura basale, gonfiore addominale, piccoli dolori alle ovaie).
  • Gravidanza: uno dei primi segnali di gravidanza può essere rappresentato proprio da un’aumentata tensione delle mammelle, riconducibile ad un rialzo dei livelli di prolattina (ormone che stimola la produzione del latte e prepara il seno all’allattamento); in questo caso, potrebbero comparire anche nausea, stanchezza, alterazioni nella percezione di odori e sapori e specifiche voglie di natura personale, in concomitanza dell’interruzione dei flussi mestruali.
  • Iperprolattinemia: un rialzo dei livelli di prolattina può determinare galattorrea (produzione di latte) e tensione mammaria; questa evenienza può verificarsi in periodi di stress, in corso di esercizio fisico, ma anche in caso di assunzione di alcuni farmaci (antidepressivi triciclici, pillola anticoncezionale, antistaminici, …) o in presenza di condizioni patologiche di diversa natura, prima fra tutte l’adenoma dell’ipofisi (tumore benigno di una ghiandola localizzata nel cranio secernente prolattina).
  • Sindrome premenopausale: anche in questo caso, la tensione mammaria dovuta alle variazioni ormonali che conducono verso il termine dell’età fertile, si accompagna ad altri sintomi caratteristici, come vampate di calore, sudorazione notturna, insonnia, irritabilità, aumento di peso.

Più raramente, l’aumento della tensione mammaria può essere dovuto a condizioni patologiche, come:

  • Mastite: formazioni di noduli o aree solide nel contesto della regione mammaria in corso di un processo infiammatorio che riguarda la ghiandola mammaria, sostenuto da batteri o dovuto ad altre cause, come l’allattamento; il seno appare gonfio, arrossato e molto dolorante, la cute della regione mammaria può risultare calda al tatto, possono fuoriuscire piccole secrezioni dai capezzoli e la paziente può presentare sintomi simil-influenzali, come febbre o brividi di freddo.
  • Tumore al seno: in caso di tumore al seno, la tensione mammaria non costituisce un sintomo tipico e non si presenta quasi mai in maniera isolata, ma si associa ad altri fattori che possono essere considerati allarmanti, come:
    • Formazione nodulare solida, ben adesa alla cute sottostante;
    • Cambiamento di dimensione del seno (monolaterale o bilaterale);
    • Secrezioni ematiche dal capezzolo;
    • Retrazione della cute della regione mammaria;
    • Capezzolo arrossato o rientrato rispetto alla posizione naturale.

Diagnosi

È fondamentale ricorrere tempestivamente ad un consulto medico se:

  • Si riscontrano anomalie durante l’autopalpazione delle mammelle (vide supra);
  • La tensione mammaria non compare in uno specifico momento del ciclo mestruale;
  • La tensione mammaria si associa ad altri sintomi e tende a persistere nel corso del tempo.

Per ricercare la causa del disturbo, successivamente ad una prima visita, potrebbero essere prescritti ulteriori esami, come:

  • Test di gravidanza
  • Ecografia del seno o mammografia, in base all’età della paziente
  • Esami del sangue.

Rimedi e trattamento

Quando dovuta a variazioni ormonali tipiche del ciclo mestruale o del periodo ovulatorio, la tensione mammaria tende ad autolimitarsi nel corso del tempo, fino a regredire spontaneamente; in questa fase, tuttavia, per alleviare il fastidio avvertito dalla paziente, può risultare utile indossare un intimo sportivo o ricorrere all’assunzione di antidolorifici (ibuprofene, paracetamolo) qualora il disturbo sia associ a dolore.

Nel caso di tensione mammaria associata a mastite, potrebbe essere necessario assumere farmaci antibiotici, sotto prescrizione e consiglio del medico.

Qualora sia presente una condizione di iperprolattinemia è possibile impostare un trattamento medico conservativo a base di farmaci che potenziano l’azione della dopamina (dopaminergici) o valutare la possibilità di intervenire chirurgicamente (nel caso di adenoma ipofisario secernente).

Nel periodo premenopausale o in menopausa, la terapia ormonale sostitutiva può essere un valido aiuto nel ridurre l’entità del disturbo riferito dalle pazienti.

Qualora, invece, la tensione mammaria sia uno dei sintomi indicativi di un tumore al seno, le strategie terapeutiche saranno differenti e specificatamente elaborate sulla base delle caratteristiche della paziente e della gravità del quadro clinico (chemioterapia, radioterapia, intervento chirurgico più o meno conservativo).

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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