Torcicollo: rimedi e sintomi

Introduzione

Il torcicollo è un disturbo caratterizzato dalla presenza di dolore a livello cervicale con un blocco dei movimenti del collo, che diventa rigido e contratto.

Compare in genere con esordio acuto e improvviso, è particolarmente comune nella popolazione, ma quasi sempre trattasi di una condizione transitoria in grado di risolversi spontaneamente nel giro di qualche giorno; può tuttavia ripresentarsi più volte nel corso del tempo, soprattutto quando non si eliminino i fattori di rischio alla base della sua insorgenza.

Le cause più frequenti sono:

  • Movimenti bruschi del collo
  • Esposizione a correnti d’aria fredda
  • Postura errata della colonna e del collo per lunghi periodi di tempo
  • Ernia del disco cervicale
  • Infezioni e infiammazioni, spesso di natura virale
  • Artrosi o di artrite cervicale
  • Otite
  • Eventi traumatici
  • Distonia cervicale
  • Torcicollo congenito

Il quadro clinico del torcicollo è dominato da due sintomi specifici, ovvero il dolore e la rigidità a livello cervicale, che tuttavia possono associarsi anche a:

  • Limitazione funzionale nei movimenti del capo (difficoltà od impossibilità di movimento)
  • Dolore alle braccia con disturbi della sensibilità e formicolio
  • Cefalea, ovvero mal di testa
  • Nausea e vomito
Uomo che si tocca il collo a causa del torcicollo

Getty/SrdjanPav

La diagnosi di torcicollo è piuttosto agevole e basata sull’osservazione diretta del collo del paziente, che assume una posizione anomala, nonché sull’anamnesi e sull’esame obiettivo del paziente.

In associazione all’esame clinico del paziente può essere d’ausilio l’esecuzione di alcuni esami ed indagini radiologiche per la conferma diagnostica:

In quanto condizione essenzialmente benigna, che quasi sempre si autorisolve, richiede solo una terapia sintomatica basata sull’utilizzo al bisogno di antidolorifici e antinfiammatori da banco.

Sarà in ogni caso fondamentale mettere in atto una forma di prevenzione, evitando di assumere posture scorrette per tempi prolungati e svolgendo una regolare attività fisica, in grado tra l’altro di irrobustire la muscolatura coinvolta.

Solo in rari casi può rendersi necessario l’utilizzo di un presidio correttivo temporaneo (come un collare cervicale) o di un intervento chirurgico risolutivo (in caso torcicollo congenito o di ernia discale cervicale).

Il torcicollo ha una prognosi quasi sempre positiva con la qualità della vita che viene a ridursi solo nelle forme congenite presenti sin dalla nascita, o nelle forme più gravi e durature, con tendenza alla recidiva con difficoltà nella gestione del dolore.

Cause

 

All’origine del torcicollo vi possono essere svariate cause, avendo tale entità nosologica un’eziologia multifattoriale.

Quando si instaura una condizione di torcicollo si verifica quasi sempre una contrattura della muscolatura cervicale; i principali muscoli che intervengono nei movimenti del rachide cervicale sono i muscoli sternocleidomastoidei, che si trovano nella regione anteriore e laterale del collo e sono tesi tra la base del cranio superiormente (precisamente a livello della mastoide) e la clavicola e lo sterno inferiormente.

Tale muscolo protegge profondamente il fascio vascolo-nervoso del collo, rappresentato dalla carotide comune, dalla vena giugulare e dal nervo vago.

Le cause principali e più frequenti che provocano la comparsa di torcicollo sono:

  • Esecuzione di movimenti bruschi e contrazioni improvvise del collo
  • Esposizione a correnti d’aria (colpo d’aria)
  • Mantenimento di una postura errata del collo per lunghi periodi di tempo (frequentemente durante il riposo notturno con comparsa di torcicollo al risveglio)
  • Nevralgie
  • Ernia del disco cervicale: fuoriuscita del nucleo polposo vertebrale con irritazione delle radici nervose contigue
  • Infezioni e infiammazioni del muscolo sternocleidomastoideo (di solito secondari ad una infezione virale)
  • Quadro di artrosi o di artrite cervicale (infiammazione della cartilagine articolare delle vertebre a livello del rachide cervicale)
  • Paralisi o paresi
  • Lesioni del sistema extrapiramidale
  • Otite associata a mastoidite (si parla in questi casi di torcicollo secondario otogeno)
  • Tubercolosi (rara in Italia)
  • Cause traumatiche, come colluttazioni o aggressioni, pratica di arti marziali, sport di contatto, cadute accidentali, incidenti stradali, …
  • Distonia cervicale (anche detta torcicollo spastico), la cui causa ha un’origine neurologica, con contrazioni involontarie e spasmi dei muscoli del collo
  • Torcicollo congenito, patologia malformativa che origina durante la vita intrauterina e si manifesta nel neonato sin dalla nascita

Sintomi

Il torcicollo è una condizione caratterizzata da una limitata mobilità del collo, che risulta “bloccato” nei suoi normali movimenti, impedendo all’individuo la rotazione, la flessione e l’inclinazione laterale del capo.

La conseguenza di tale blocco è l’assunzione di una posizione anomala da parte del capo che può rimanere inclinato o flesso verso l’uno o l’altro lato.

In presenza di un torcicollo il sintomo predominante è quindi il dolore, localizzato a livello cervicale a destra, a sinistra o più spesso bilateralmente. Tale sensazione pone una importante limitazione ai movimenti del capo che, qualora possibili, evocano un aumento del dolore

Accanto a questi due sintomi principali il quadro clinico può essere accompagnato da:

  • Rigidità del collo e della nuca, con limitazione funzionale nei movimenti del capo con impedimento alla rotazione, alla flessione e all’inclinazione.
  • Dolore al braccio del lato affetto, o alle braccia lateralmente: a volte il dolore cervicale si associa alla brachialgia con dolore agli arti superiori; tale condizione si presenta soprattutto quando il torcicollo è provocato da un’ernia discale a livello cervicale con conseguente irritazione delle radici nervose ivi contigue; potranno essere presenti anche disturbi della sensibilità e parestesie (formicolio).
  • Cefalea, ovvero mal di testa: il dolore a livello del collo può irradiarsi anche al capo, con associata comparsa di cefalea a livello della parte postero-basale del cranio, della nuca o del capo in toto.
  • Nausea e vomito.
  • Vertigini.

Torcicollo congenito

Il torcicollo congenito è una condizione presente sin dalla nascita per una malformazione che origina nel feto durante la vita intrauterina.

Il torcicollo congenito si suddivide in:

  • Torcicollo miogeno
  • Torcicollo osteogeno

Il torcicollo miogeno è la variante più frequente ed è caratterizzata dalla malformazione del muscolo sternocleidomastoideo che per via di alterazioni nel suo sviluppo si presenta più corto e retratto. Il muscolo presenta una retrazione cicatriziale secondaria ad un ematoma che inizialmente si presenta all’interno del muscolo. Tale presupposto anatomico conduce ad una anomalia della posizione del capo che si presenta inclinato lateralmente al lato affetto con rotazione verso il lato opposto.

Il torcicollo osteogeno prevede invece delle anomalie ossee a carico della colonna vertebrale cervicale, che a loro volta possono essere dovute a:

  • Sindrome di Klipper-Feil
  • Deformità di Sprengel o scapola alata congenita
  • Spina bifida cervicale
  • Fusione atlante – occipitale

La condizione di torcicollo congenito risulta essere piuttosto grave per la limitazione funzionale che provoca al nascituro nel tempo e per la grave compromissione estetica e sociale che comporta, che conduce inevitabilmente ad una bassa qualità di vita. Dal punto di vista terapeutico è possibile un approccio medico-chirurgico basato sull’uso di presidi correttivi specifici o sull’intervento chirurgico, che cercano di correggere il più possibile il difetto fisico.

Complicazioni

Il torcicollo presenta quasi sempre una prognosi buona, con il disturbo che si autorisolve nel giro di pochi giorni anche solo con il riposo e una terapia farmacologica sintomatica. Nei casi molto gravi può tuttavia determinare una compromissione della qualità di vita del paziente, ragion per cui va sempre individuata la causa sottostante il disturbo per poterlo trattare in maniera mirata ed efficace, mettendo in atto tutti gli accorgimenti di prevenzione necessari ad evitare una ricomparsa dei sintomi nel corso del tempo.

Diagnosi

La diagnosi di torcicollo è agevole ed intuitiva, in molti casi basata semplicemente sull’osservazione della posizione anomala assunta dal soggetto; è tuttavia fondamentale rivolgersi ad un medico per inquadrare sin da subito la gravità del quadro clinico ed iniziare un percorso diagnostico che si concluda con la diagnosi corretta e permetta di impostare un trattamento mirato ed efficace.

Nei casi più severi, non rispondenti alla terapia, è possibile rivolgersi allo specialista (tipicamente ortopedico o fisiatra, almeno in prima battuta).

Il medico dovrà effettuare in prima istanza un’accurata anamnesi, ovvero una sorta di intervista al paziente, che permetta di indagare i sintomi e ricostruirne la storia clinica recente e passata.

A tal riguardo verranno posti quesiti quali:

  • Come è comparso il dolore e da quanto tempo è presente
  • Come si manifesta il dolore, se è presente a riposo o se si accentua durante i movimenti del collo
  • Se sono associati altri sintomi
  • Presenza di altre patologie associate
  • Pregressi interventi chirurgici
  • Terapia farmacologica assunta
  • Presenza di anomalie muscolari o scheletriche presenti sin dalla nascita
  • Disturbi del metabolismo osseo, come osteoporosi, rachitismo, osteomalacia, artrosi o artrite

Si procedere poi ad un meticoloso esame obiettivo del paziente, che in caso di torcicollo metterà in evidenza la presenza di dolore evocato dai movimenti passivi del collo (cioè quando è il medico a muovere il capo del soggetto) e la concomitante rigidità del capo con impedimento ai movimenti attivi del rachide cervicale.

In associazione all’esame clinico del paziente il medico potrà prescrivere poi una serie di esami e di indagini che possono concorrere a confermare l’ipotesi diagnostica, tra cui:

  • Esami ematochimici, per valutare la presenza di disturbi del metabolismo del calcio, come osteoporosi, rachitismo, … mediante il dosaggio di calcio, vitamina D e paratormone.
  • Radiografia della colonna vertebrale cervicale, che permette di escludere eventuali lesioni traumatiche ossee o articolari a carico della colonna vertebrale cervicale
  • Risonanza magnetica nucleare del collo: tale indagine di secondo livello può essere d’ausilio soprattutto quando si sospetti la presenza di altre patologie correlate come un’ernia del disco a livello cervicale, con coinvolgimento delle radici nervose che fuoriescono dai forami intervertebrali

Rimedi

La condizione di torcicollo è per fortuna fondamentalmente benigna e può quindi essere trattata in maniera conservativa.

Il razionale terapeutico prevede il riconoscimento della causa sottostante e la sua risoluzione, eliminando, laddove fossero presenti o a scopo preventivo, i fattori di rischio scatenanti più comuni (come una postura errata durante il riposo o durante l’attività lavorativa).

Farmaci

Nelle forme più lievi e frequenti, potrebbe essere sufficiente un approccio farmacologico con farmaci antidolorifici e antinfiammatori da banco, che vengono assunti al bisogno.

A scopo sintomatico, ovvero per alleviare i sintomi più fastidiosi del disturbo, è possibile intraprendere una terapia basata sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori e antidolorifici. I principali FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) di utilizzo comune sono:

  • Ibuprofene (Brufen, Moment)
  • Paracetamolo (Tachipirina, Perfalgan, Efferalgan)
  • Ketoprofene (Oki, Artrosilene, Fastum gel)
  • Ketorolac (Toradol)
  • Diclofenac (Dicloreum)
  • Naprossene (Momendol)

La scelta della molecola viene condotta con il medico o, nei casi più lievi, con la guida del farmacista, valutando entità del dolore, eventuali allergie, controindicazioni e sensibilità individuare ai diversi principi attivi.

In assenza di un’adeguata risposta è possibile per il medico valutare l’associazione di corticosteroidi (come il prednisone o il metilprednisolone) e/o di miorilassanti (che, come dice il termine stesso, permettono un rilasciamento muscolare).

La tossina botulinica trova impiego soltanto nel torcicollo spastico, per ridurre lo spasmo presente in caso di distonia cervicale.

Rimedi pratici

Accanto all’approccio farmacologico è possibile trovare sollievo mediante rimedi ed accorgimenti che hanno sempre uno scopo sintomatico:

  • Riposo del capo con assunzione di una postura corretta e idonea.
  • Impacchi freddi (crioterapia) in caso di infiammazione acuta, che aiutano a ridurre i sintomi infiammatori come edema e dolore
  • Borsa dell’acqua calda da apporre localmente sulla zona coinvolta o più in generale degli impacchi caldi che forniscono un notevole sollievo aiutando la muscolatura contratta a rilassarsi, diminuendo notevolmente sia il dolore che la rigidità nei movimenti. Tali impacchi vanno eseguiti tre o quattro volte al giorno per circa 10 – 15 minuti. È importante apporre l’impacco caldo non a contatto diretto con la pelle ma con l’intermezzo di un panno.

In genere si opta inizialmente per la crioterapia (fase acuta), per proseguire poi con la terapia del caldo, utile soprattutto nel favorire il rilascio della muscolatura.

Esercizi

Raramente possono risultare utili e risolutivi alcuni esercizi da svolgere in maniera autonoma e autogestita; tuttavia, per le forme più gravi, durature e nei casi in cui il disturbo si dovesse presentare più volte in un breve periodo di tempo, è consigliabile rivolgersi ad un fisioterapista esperto per una gestione del problema più accurata e mirata.

Presidi ortopedici

In casi selezionati può risultare necessaria l’applicazione di un collare ortopedico, che riduce una sintomatologia particolarmente intensa e ne velocizza la guarigione e la ripresa funzionale. Si raccomanda tuttavia che l’utilizzo avvenga solo e soltanto dietro espressa prescrizione medica.

Chirurgia

Nel caso in cui la causa del torcicollo sia un’ernia discale cervicale, i sintomi come il dolore e la rigidità sono difficilmente controllabili con la sola terapia analgesica ed antinfiammatoria. In tali casi l’approccio terapeutico risolutivo prevede l’intervento chirurgico per risolvere l’ernia del disco (termine tecnico dell’intervento chirurgico è la “discectomia”).

Prevenzione

Il torcicollo è una condizione che può facilmente andare incontro a recidive, per questo motivo è auspicabile una prevenzione attiva mediante alcuni accorgimenti:

  • Assumere posture corrette durante il riposo (soprattutto quello notturno)
  • Utilizzare un cuscino adeguato (cuscino ortopedico) per poggiare il capo comodamente durante il riposo
  • Assumere posture corrette durante l’attività lavorativa e regolare l’altezza del monitor, in caso di lavoro al computer
  • Praticare assiduamente attività fisica
  • Evitare pratiche sportive che prevedano il sollevamento di pesi, poiché alcuni esercizi possono portare ad un sovraccarico funzionale dei muscoli del collo con conseguente aumentato rischio di torcicollo
  • Evitare movimenti bruschi del collo
  • Evitare l’esposizione a correnti fredde (i cosiddetti “colpi d’aria), soprattutto nei mesi invernali

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Manuale di ortopedia e traumatologia di AA.VV. Ed. Elsevier

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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