Introduzione

I tumori maligni rappresentano la seconda causa di morte in Italia dopo le malattie cardiovascolari e la loro incidenza è in continuo aumento.

Nonostante ciò è importante ricordare che negli ultimi anni sono stati fatti dei passi da gigante per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento delle patologie neoplastiche, al punto che attualmente si stima che in generale circa la metà dei tumori risultino essere curabili.

Si hanno maggiori possibilità di cura se il tumore viene identificato nelle prime fasi della sua crescita, quando non ha ancora assunto determinate caratteristiche che ne renderebbero impossibile l’eradicazione.

A tale proposito è di estrema importanza la diagnosi precoce: identificare tempestivamente una neoplasia spesso permette di attuare un approccio terapeutico radicale, che permette di avere maggiori probabilità di guarigione. Può quindi essere molto importante prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo invia quando è in atto un processo neoplastico.

Non esiste un sintomo o un segno che indichi con certezza la presenza di un tumore ma anzi, al contrario, le sue manifestazioni sono spesso estremamente vaghe e aspecifiche.

I sintomi più comuni che insorgono in corso di neoplasia, come ad esempio l’astenia, possono infatti verificarsi in una quantità estremamente varia di altre condizioni patologiche non neoplastiche, come infezioni o malattie infiammatorie, e possono anche interessare come fenomeno transitorio una persona perfettamente sana.

È quindi molto importante non preoccuparsi eccessivamente nel caso in cui si riscontri la presenza di un sintomo tra quelli elencati in questo articolo, soprattutto se ci sono altre patologie note in atto che potrebbero essere responsabili del disturbo, e qualora la sua durata sia limitata nel tempo, ma nel dubbio si raccomanda di fare sempre riferimento al medico curante.

Segni e sintomi

In ambito medico i termini “segni” e “sintomi” vengono usati per identificare l’insieme di manifestazioni cliniche che accompagnano una malattia e sono rispettivamente:

  • Segno: il segno è una manifestazione clinica obiettiva che può essere rilevata dal medico o da altre persone; esempi di segni sono la febbre, una frequenza cardiaca elevata o la presenza di una macchia cutanea. Molto spesso di tratta di parametri misurabili quantitativamente e questo permette di valutarne l’evoluzione nel tempo.
  • Sintomo: sensazione soggettiva che il paziente sperimenta e riferisce in relazione alla malattia. Un sintomo non può essere verificato direttamente dal medico in quanto non dà manifestazioni esterne di sé e quindi può essere percepito soltanto dalla persona che lo sviluppa. Alcuni esempi di sintomi sono il mal di testa o il dolore addominale.

Un cancro può dare origine a

  • segni e sintomi generali, che compaiono a causa degli effetti che la malattia ha sull’intero organismo,
  • manifestazioni localizzate, che invece sono correlate alla sede del tumore e alle conseguenze che la sua presenza comporta a livello locale.

I primi sono spesso comuni a diversi tipi di tumore, mentre i secondi sono più spesso legati a neoplasie di natura ben specifica proprio in ragione della loro particolare localizzazione.

Manifestazioni generalizzate:

  • Stanchezza eccessiva e permanente: le cause di una stanchezza possono essere svariate e non necessariamente tumorali, anche nei casi in cui questa permanga in maniera cronica. Una delle tante condizioni che potrebbero portare a questo disturbo è l’anemia, che solo in alcuni casi può essere causata da un tumore. Le neoplasie possono portare a sviluppare un deficit di emoglobina (e quindi l’anemia) qualora siano responsabili di un sanguinamento, anche occulto, che porti ad una perdita di sangue. In assenza di perdite ematiche i tumori possono portare a sviluppare anemia anche a causa di altri meccanismi patogenetici che sono comuni a tutte le malattie croniche che presentano rilevanti gradi di infiammazione. Le leucemie e le malattie del midollo invece possono essere responsabili di un’anemia qualora vadano ad intaccare la produzione di nuovi globuli rossi che avviene proprio a livello del midollo osseo.
  • Perdita di peso involontaria: la perdita di peso involontaria si verifica quando si ha un calo del peso corporeo superiore ai 4,5 kg o al 5% del peso iniziale in un periodo di 6-12 mesi e in assenza di un regime dietetico controllato. Devono quindi essere escluse condotte atte a dimagrire in maniera volontaria, come cambiamenti delle abitudini dietetiche o dello stile di vita, o essere presenti altre condizioni che potrebbero giustificare il calo ponderale. Anche in questo caso si tratta di una manifestazione estremamente aspecifica e che può essere causata da uno svariato numero di cause di natura non neoplastica, ma che in alcuni casi potrebbe essere provocata da un tumore.
  • Febbre: la febbre è una tipica risposta dell’organismo alle malattie infettive ma, soprattutto se si protrae per molto tempo, potrebbe indicare la presenza di una malattia infiammatoria cronica o, in alcuni casi, di determinati tipi di tumori come ad esempio i linfomi.
  • Ittero: colorazione giallastra della cute e delle mucose dovuta ad un accumulo di bilirubina; di solito si rende maggiormente evidente a livello della sclera, cioè nella parte bianca dell’occhio. L’ittero è causato in molti casi da patologie del fegato (come epatiti) o delle vie biliari (calcoli), ma talvolta il responsabile di questa alterata pigmentazione cutanea potrebbe essere un tumore della testa del pancreas che impedisce il normale deflusso della bile.
  • Abbondante sudorazione notturna: anche questo tipo di sintomo si verifica comunemente in situazioni fisiologiche o parafisiologiche, come la menopausa o in seguito all’assunzione di determinati farmaci. Talvolta però potrebbe essere associato a particolari tipi di tumori.
  • Prurito: il prurito diffuso è una condizione che si verifica frequentemente, soprattutto nella popolazione anziana, a causa di una eccessiva secchezza cutanea. Altre possibili cause risiedono nella presenza di patologie epatiche e biliari o, talvolta, di tumori del sistema emopoietico.
  • Dispepsia: termine tecnico che indica una difficoltà digestiva non ben definita, che si può associare a nausea e mal di stomaco. È caratteristica delle patologie non neoplastiche del tratto gastrointestinale, ma talvolta potrebbe essere provocata da una neoplasia. Si tratta in ogni modo di una causa molto meno frequente rispetto alle controparti benigne.

Manifestazioni localizzate

  • Noduli o rigonfiamenti: i tumori sono costituiti da un ammasso di cellule in crescita che, se localizzati in zone del corpo superficiali, possono dare segno di sé attraverso la presenza di masse o rigonfiamenti. È importante sottolineare come, anche in questo caso, all’origine del segno clinico ci potrebbe essere una patologia infiammatoria (che determina ingrossamento linfonodale) o di natura benigna (cisti, lipomi).
  • Macchie cutanee particolari: il melanoma è il tumore della pelle più pericoloso e si presenta sotto forma di una macchia cutanea con caratteristiche specifiche. Appare in genere di colore molto scuro (ma esistono anche rari melanomi amelanocitici, cioè chiari), dai bordi irregolari, con una pigmentazione non omogenea e in rapida crescita, associata a modifiche dell’aspetto che si verificano nel giro di settimane o mesi. Un melanoma può originare da un neo preesistente o nascere in quanto tale. È quindi molto importante sottoporsi a controlli annuali dei nei e prestare attenzione a rapidi cambiamenti di aspetto o alla presenza di ulcerazioni e sanguinamenti spontanei.
  • Tosse e raucedine: una tosse cronica o alterazioni della voce possono essere causati da condizioni benigne come bronchiti, oppure essere segno di un tumore localizzato a livello delle vie aeree.
  • Difficoltà a deglutire: nel caso in cui sia presente una sensazione di difficoltà o dolore durante la deglutizione che persiste nel tempo è necessario indagare l’origine del disturbo. Si potrebbe infatti trattare di un problema legato a disfunzioni della muscolatura esofagea, oppure alla presenza di alterazioni della struttura di quest’organo, tra le quali può rientrare anche un tumore.
  • Difficoltà ad urinare: la presenza di disturbi della minzione è una condizione estremamente frequente ed è in molti casi indice di un’infezione delle vie urinarie come la cistite. Nell’uomo adulto, con l’avanzare dell’età, aumenta sensibilmente l’incidenza dell’ipertrofia prostatica benigna che si manifesta con un incremento della frequenza delle minzioni e con una certa difficoltà nello svuotamento completo della vescica. Talvolta, tuttavia, i disturbi urinari presentano caratteristiche tali da meritare un approfondimento diagnostico per escludere la presenza di un tumore sottostante (per esempio alla prostata).
  • Sanguinamenti: il riscontro di sangue in feci, urine, espettorato o secreto vaginale può verificarsi per un’infinità di motivi che in molti casi non hanno niente a che fare con le malattie neoplastiche. Per andare ad escludere questa evenienza è importante riferire la sintomatologia al proprio medico che, se lo ritiene opportuno, indagherà le cause all’origine del disturbo. Il tumore al colon, ad esempio, può essere diagnosticato in fase precoce grazie alla ricerca del sangue occulto nelle feci; per questo motivo risulta essere estremamente utile aderire al programma di screening per la ricerca del SOF (sangue occulto fecale) che viene gratuitamente offerto alla popolazione con più di 50 anni d’età.
  • Alterazioni dell’alvo: la perdita della regolarità intestinale, sia che si tratti di stipsi che di diarrea, potrebbe in alcuni casi essere provocata da una neoplasia intestinale. La stragrande maggioranza delle persone che soffre di alterazioni dell’alvo non presenta però nessun tumore intestinale e questi disturbi sono imputabili ad altre problematiche come ad esempio gastroenteriti, dieta povera di fibre, sindrome del colon irritabile o una malattia diverticolare.

Conclusioni

Come è stato più volte sottolineato è molto frequente ritrovare i sintomi sopraelencati in corso di patologie di natura non neoplastica come forme infettive, infiammatorie o altri tipi di disturbi.

Se si riscontrano uno o più di questi sintomi è quindi molto probabile che non si tratti di un tumore ma, per scongiurare ogni possibile evenienza ed agire in un’ottica preventiva, è raccomandabile riferirne la presenza al proprio medico di famiglia, soprattutto se perdurano nel tempo. Il curante sarà poi in grado dargli il giusto peso e di valutare se e come procedere ad ulteriori accertamenti diagnostici.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

Fonti principali

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


La sezione commenti è attualmente chiusa.