Introduzione

La vampata di calore può essere definita come un’improvvisa sensazione di calore percepita a livello cutaneo, associata talvolta ad altri piccoli segni e sintomi come rossore o sudorazione.

Questa condizione non è di per se una patologia, bensì il sintomo e la manifestazione di una situazione sottostante; sebbene le condizioni mediche potenziali causa di vampate siano numerose, la più comune è la menopausa, un passaggio fisiologico nella vita di una donna, che quindi non rappresenta ovviamente espressione di malattia.

L’eventuale terapia deve quindi intervenire essenzialmente in due frangenti:

  • Per risolvere la causa sottostante, qualora questa fosse patologica.
  • Per ridurre la sintomatologia, qualora questa fosse invalidante per la qualità di vita della paziente, anche quando la causa sottostante fosse fisiologica o para-fisiologica.
Donna con vampate di calore

iStock.com/John Sommer

Uomo

Le vampate di calore negli uomini possono avere svariate cause, ma spesso è un segno di livelli insufficienti di testosterone; pazienti con tumore della prostata o ai testicoli possono a loro volta soffrirne, soprattutto se sottoposti a terapia ormonale con farmaci antiandrogeni.

Fisiologia della termoregolazione

Il mantenimento della temperatura corporea, che rimane più o meno costante durante l’arco della giornata, prevede un armonico equilibrio tra una serie di meccanismi fondamentali; è possibile semplificare come segue la gerarchia con cui ogni sistema controlla quello sottostante:

  1. L’ipotalamo, una struttura del cervello, contiene al suo interno il centro termoregolatore, dove viene regolato il “set point” della temperatura corporea.
  2. Al di sotto dell’ipotalamo è possibile individuare vari meccanismi che permettono di produrre più o meno calore, in base ai vari impulsi ricevuti dai sistemi superiori.
  3. La superficie principale attraverso cui tale calore viene poi ceduto all’ambiente circostante è rappresentata infine dalla cute.

Quando la temperatura corporea diventa eccessiva il calore viene disperso attraverso due meccanismi cutanei:

  • La vasodilatazione dei vasi sanguigni, controllati dal sistema nervoso autonomo, che aumentando il flusso ematico dissipano più calore.
  • Le ghiandole sudoripare che una volta attivate producono sudore, la cui evaporazione permette di dissipare ulteriore calore.

Il meccanismo esatto alla base della comparsa delle vampate di calore non è ancora stato perfettamente compreso, ma è un dato di fatto che qualsiasi alterazione a carico di questi meccanismi possa determinarne l’improvvisa comparsa, anche quando in realtà non si verifica un reale aumento della temperatura corporea.

Cause

La causa più comune alla base dell’insorgenza delle vampate di calore è rappresentata dalla menopausa, durante la quale si verificano importanti cambiamenti nell’organismo della donna, come ad esempio:

  • diminuzione dei livelli di estrogeni circolanti,
  • ridotta risposta del sistema vascolare ai cambianti climatici esterni.

Le vampate di calore possono iniziare ad apparire diversi anni prima che inizi la menopausa e durare poi fino a dieci anno o più.

Fra gli altri casi para-fisiologici in cui la donna può lamentare vampate di calore ricordiamo le altre potenziali condizioni correlate a variazioni ormonali, come la fase premestruale.

Fra le condizioni patologiche, che devono quindi essere indagate e risolte (ove possibile), ricordiamo:

  • disturbi del sistema nervoso centrale, a livello ipotalamico o ipofisario (traumi, lesioni, compressione, …),
  • disturbi a carico del sistema nervoso autonomo, dove risiede il controllo dei meccanismi di vasocostrizione e vasodilatazione,
  • alterazioni ormonali per lesioni a carico del sistema ipotalamo-ipofisi-gonadi che può comportare una riduzione dei livelli di estrogeni circolanti,
  • menopausa farmacologicamente o chirurgicamente indotta,
  • alterazioni del metabolismo basale con aumento della produzione di calore, come nel caso di un ipotiroidismo cronico o di una tiroidite transitoria,
  • alcuni farmaci come la nifedipina (calcio antagonista utilizzato per il controllo della pressione arteriosa),
  • intossicazioni da alcol o altre sostanze da abuso.

Fattori di rischio

Non tutte le donne che attraversano la menopausa lamentano vampate di calore e non è chiaro il motivo per cui solo alcune di essere ne soffrano; tra i fattori che sembrano aumentarne la probabilità di comparsa ricordiamo:

Sintomi

La vampata di per sé viene percepita come una sensazione di calore improvvisa, generalmente della durata massima di qualche minuto, associata ad intensa sudorazione e talvolta a tachicardia (aumento della frequenza dei battiti cardiaci). La fine della vampata è rapida tanto quanto la sua comparsa.

La sensazione di caldo si associa spesso ad un arrossamento cutaneo concentrato soprattutto al volto e al petto.

La frequenza con cui queste manifestazioni compaiono è variabile, sia durante le attività giornaliere che durante la notte, da diversi episodi in un’ora o poche alla settimana; la comparsa di vampate severe può influenzare profondamente il riposo notturno, tanto da rendersi causa di:

  • insonnia,
  • difficoltà di concentrazione,
  • peggioramento dell’umore,
  • comparsa di altri disturbi fisici.

Quando si verificano vampate di calore durante la notte ci si riferisce ad esse come “sudorazioni notturne”; poiché gli estrogeni circolanti generalmente sono più bassi durante la notte, alcune donne soffrono di sudorazioni notturne senza provare mai vampate di calore diurne.

La persistenza dei sintomi in menopausa è estremamente variabile da una donna all’altra, mediamente la durata è superiore ai sette anni, ma in alcuni casi estremi è possibile soffrirne anche per più di dieci (in contrapposizione ad altre donne, che non le manifestano mai).

Anche se molto spesso la comparsa è imprevedibile, alcuni fattori sembrano poter più facilmente innescare un episodio di vampate, tra cui per esempio:

  • fumo, consumo di alcool o bevande a base di caffeina,
  • consumo di alimenti piccanti,
  • stagioni calde (più in generale temperatura ambientale elevata, anche in caso di soggiorno in ambienti caldi),
  • ansia e stress,
  • uso di abiti stretti.

Diagnosi differenziale

il primo elemento fondamentale nel processo di diagnosi è sicuramente rappresentato dall’anamnesi, per valutare in particolare:

  • sesso del paziente,
  • età,
  • ultimo ciclo mestruale,
  • eventuali terapie croniche,
  • eventuali malattie croniche sottostanti.

Quando presenti, alcuni fattori/sintomi possono essere francamente suggestivi di forme patologiche:

  • tachicardia, esoftalmo, calo ponderale eccessivo, ipertensione sono segni caratteristici di ipertiroidismo,
  • giovane età ed irregolarità mestruali possono indirizzare verso squilibri dell’asse ormonale,
  • la presenza di mal di testa ricorrenti ed altri sintomi neurologici suggeriscono lesioni del sistema nervoso centrale.

Otre all’esame obiettivo e alla raccolta di informazioni possono risultare utili:

  • dosaggi ematici:
  • ecografia:
    • pelvica transvaginale,
    • pelvica transaddominale,
    • tiroidea,
  • risonanza magnetica per valutazione dell’ipofisi.

Rimedi e cura

Nella maggior parte dei casi la terapia è volta prevalentemente alla riduzione della sintomatologia, laddove diventi invalidante per la paziente sia nella vita quotidiana che durante il riposo notturno.

L’approccio di elezione in questi casi è rappresentato dalla terapia ormonale sostitutiva, ossia una somministrazione di ormoni che ripristinino l’equilibrio del normale asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che tuttavia viene attentamente valutato caso per caso in quanto legato a potenziali effetti collaterali anche gravi.

Soprattutto nel caso di menopausa, risulta difficile parlare di una vera e propria prevenzione, poiché difficilmente la donna può arrivare “preparata” a questa condizione, ma è possibile individuare alcune strategie per ridurre la frequenza e l’intensità di comparsa delle vampate di calore:

  • Una corretta alimentazione può favorire un più lento invecchiamento del sistema vascolare, per quanto correlato all’avanzare dell’età.
  • La pratica di attività sportiva regolare favorisce il controllo di pressione arteriosa, frequenza cardiaca, controllo metabolico e più in generale esplica un’azione protettiva sul sistema vascolare.
  • Smettere di fumare può ridurre il numero di episodi.
  • Numerosi sono i rimedi naturali che potrebbero avere azione simil-estrogenica (soia e fitormoni in genere) e/o promuovere la fisiologia del sonno (valeriana, camomilla, …), ma spesso purtroppo non sono supportati da chiare evidenze scientifiche. Il discorso è sovrapponibile anche per altre forme di medicina complementare, come l’agopuntura.
  • L’evitamento dei fattori scatenanti (stress, caffeina, alcool, cibi piccanti, vestiti attillati, ambienti caldi, fumo, …) è spesso di grande utilità.
  • Vestirsi a strati (a cipolla) permette di adeguarsi rapidamente alla temperatura esterna.
  • La pratica di forme di rilassamento, yoga ed esercizi di respirazione controllata possono efficacemente ridurre ansia e stress, condizioni che peggiorano gli episodi di vampate.
  • Nel caso di sovrappeso la perdita del peso in eccesso, anche solo parziale, garantisce evidenti benefici anche in termini di frequenza ed intensità delle vampate.
  • L’utilizzo di un piccolo ventilatore portatile può garantire un immediato sollievo durante gli episodi.

Fonti e bibliografia

 

A cura della Dott.ssa Raffaella Ergasti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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