Viso gonfio: cause e rimedi

Introduzione

Il gonfiore del viso è una condizione comune e le cui cause possibili sono molteplici. Può essere descritto come una fisiologica reazione del nostro organismo che, a fronte di possibili pericoli, determina l’attivazione di cellule infiammatorie e il rilascio da parte di queste di sostanze chimiche che ha come risultato il rigonfiamento della zona interessata – in questo caso il viso.

Il gonfiore del viso può presentarsi in modo differente a seconda delle cause, in alcuni pazienti il gonfiore è generalizzato e il viso appare come “paffuto”; altre volte invece è più localizzato e limitato, per esempio, alla regione oculare, alle labbra o al naso. Inoltre, a seconda dei casi, può essere accompagnato da altri segni, come un arrossamento o prurito, ma anche da sintomi respiratori, a seconda delle ragioni che ne sono alla base.

Faccia gonfia al mattino

Shutterstock/Stockbusters

Le cause

Tra le cause più comuni di gonfiore al viso si annoverano (fare riferimento all’articolo dedicato per i necessari approfondimenti):

  • se compare in modo occasionale/sporadico al mattino al risveglio, dopo le ore di sonno, è spesso conseguenza di un’assunzione la sera precedente di cibi troppo salati o di bevande alcoliche, oppure più genericamente di disidratazione. Non solo, infatti anche il modo in cui la testa viene poggiata sul cuscino può avere come effetto il rigonfiamento, così come periodi molto stressanti possono avere anche questa manifestazione; va infine ricordato che il disturbo che si presenti prevalentemente al mattino, per poi migliorare rapidamente nei minuti successivi al risveglio, è un ulteriore indizio a conferma della possibilità che si tratti di ritenzione idrica (peggiorata quindi dallo stile di vita e dalle scelte alimentari della sera precedente), che in caso di posizione distesa tende a ridistribuire i liquidi dalle gambe all’intero organismo non essendo più soggetti all’azione della forza di gravità;
  • sindrome premestruale: strettamente legato al punto precedente è il caso di sindrome premestruale, periodo del ciclo mensile femminile spesso associato ad un temporaneo aumento della ritenzione idrica;
  • traumi, della cute o delle ossa del volto, causano infiammazione dei tessuti e di conseguenza gonfiore – in tal caso è bene fare attenzione ad eventuali mal di testa o altri sintomi neurologici, perché potenzialmente suggestivi di una lesione interna che richiederebbe ovviamente immediata attenzione medica;
  • allergie, stagionali come quelle ai pollini o alle graminacee, oppure perenni, come agli acari della polvere – soprattutto in quest’ultimo caso il gonfiore tenderà a presentarsi soprattutto al mattino, dopo avere passato la notte in una stanza chiusa e a stretto contatto con cuscino e materasso;
  • angioedema, ovvero un gonfiore dovuto a reazione allergica a cibi o farmaci, che spesso si accompagna anche ad arrossamento del viso e ad altri sintomi, come dolore addominale e rash cutaneo; è necessario prestare molta attenzione ad eventuali sintomi respiratori, perché se l’edema raggiunge la faringe può impedire il passaggio di aria, trasformandosi in emergenza medica;
  • reazioni anafilattiche, simili a quella precedente, possono essere conseguenti all’ingestione di farmaci o cibi a cui si è allergici – tipico esempio è quello della frutta secca – oppure a punture di api. Si tratta di una forma molto violenta di reazione dell’organismo ad un agente esterno percepito come “dannoso”, cui segue il rilascio di sostanze chimiche che, oltre a causare il gonfiore, provocano anche un restringimento dei bronchi e quindi difficoltà a respirare – importantissimo quindi recarsi tempestivamente al pronto soccorso perché si tratta di una condizione potenzialmente fatale;
  • infezioni, tra cui ad esempio la cellulite infettiva – che in questo caso non è la pelle a buccia d’arancia cui tipicamente ci si riferisce usando questo termine -, ma una reazione infiammatoria delle cellule conseguente ad un’infezione batterica attraverso piccole “rotture” della pelle, che fungono da porte di entrata. Altrimenti, le infezioni possono riguardare gli occhi – con congiuntivite – oppure svilupparsi dopo interventi dentari, quando non è raro che si sviluppino anche degli ascessi, ovvero raccolte di pus che devono essere drenate il più presto possibile;
  • cause ormonali, in modo particolare l’ipotiroidismo che può presentarsi anche attraverso questo sintomo;
  • pre-eclampsia: le donne in gravidanza sono di solito ben istruite a riguardo, poiché si tratta di un’emergenza caratterizzata da un aumento della pressione e dalla presenza di proteine nelle urine, che ha esiti potenzialmente molto gravi sia per la madre che per il feto, e che quindi deve essere assolutamente trattata in ospedale;
  • sinusite, cioè un’infiammazione di alcune cavità localizzate all’interno delle ossa del viso, che si manifesta con mal di testa, difficoltà a respirare dal naso e possibile gonfiore del viso.
  • effetti indesiderati da farmaci, come ad esempio cortisonici e pillola anticoncezionale che possono in alcuni casi indurre una più o meno spiccata ritenzione idrica.

Quando preoccuparsi?

Da quanto detto sopra, si capisce di come non sempre il gonfiore del viso sia un segnale indicativo di condizioni gravi, ma è anche vero che ci sono situazioni in cui dirigersi subito al pronto soccorso diventa fondamentale. Per riconoscere queste emergenze, quindi, è bene basarsi su alcuni sintomi, che rappresentano delle spie:

Ancor più, se tutti questi sintomi occorrono in seguito alla puntura di un insetto o all’ingestione di cibi o farmaci – a cui si è allergici o non si sa di esserlo – è importantissimo chiamare immediatamente il 112 o dirigersi se possibile al più vicino ospedale in tempi rapidi.

Rimedi per il gonfiore al viso

Gonfiore al risveglio al mattino

Per quanto riguarda il gonfiore tipicamente mattutino, può essere prevenuto

  • praticando regolare attività fisica,
  • perdendo peso se necessario,
  • evitando cibi troppo salati e bevande alcoliche la sera precedente,
  • struccandosi prima di coricarsi,
  • bevendo adeguate quantità di acqua,
  • garantendosi un adeguato numero di ore di sonno di qualità
  • e dormendo di fianco o di schiena – ovvero non a pancia in giù.

Al risveglio per ridurre il gonfiore può essere utile lavare il viso con dell’acqua fredda e, a metà tra tradizione popolare e scienza, applicando fette di cetriolo fresche sugli occhi (il freddo ed il contenuto di antiossidanti possono effettivamente contribuire a sgonfiare l’antiestetico effetto dovuto alle occhiaie).

Condizioni mediche

Quando si parli invece di gonfiore legato a reazioni allergiche, se questo non è così grave da richiedere un intervento ospedaliero, si può correggere mediante l’assunzione di un antistaminico e con l’applicazione di impacchi freschi; in assenza di miglioramenti, o a maggior ragione in caso di peggioramento, si raccomanda tuttavia il parere del curante.

Quando invece il gonfiore sia associato ai gravi sintomi descritti sopra, suggestivi di una possibile reazione anafilattica, in pronto soccorso si ricorrerà probabilmente alla somministrazione di adrenalina (che si può eventualmente già somministrare autonomamente qualora sia disponibile un autoiniettore, ma rivolgendosi poi comunque al più vicino presidio ospedaliero).

Quando il gonfiore sia la conseguenza di una ferita o di lividi, la soluzione migliore è porre in sede del ghiaccio, che donerà sollievo dai sintomi oltre che un miglioramento del quadro in generale; una corretta idratazione e l’applicazione topica di arnica possono ulteriormente favorire la guarigione, nonostante sia sempre necessaria una buona dose di pazienza perché i tempi di recupero possono anche essere prolungati. Infine, l’assunzione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori può rendersi utile, ma sarebbe sempre meglio parlarne prima con il proprio medico per evitare di peggiorare la condizione.

Prevenzione

Per riassumere, al fine di ridurre il gonfiore del viso è essenziale risolvere la causa sottostante; possono poi essere adottate alcune misure “accessorie” quali il riposo, la corretta idratazione, la crioterapia (anche se in casi selezionati, al contrario, può risultare più efficace l’applicazione di impacchi tiepidi) e l’assunzione di farmaci da banco mirati ad un approccio sintomatico del problema (in accordo con il giudizio del proprio Medico).

 

A cura del Dr. Marco Cantele, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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